Foto della settimana: l’irriducibile combattente sulla Striscia di Gaza

14 ottobre 2018

AFP PHOTO / MAHMUD HAMS striscia di gaza scontri palestinesi israele

Tra venerdì 12 e sabato 13 ottobre, a Bayeux (nella regione francese della Normandia) si sono riuniti 50 fotoreporter di guerra, per la 25edizione del Bayeux Calvados-Normandy Award. Oltre a dibattere dello stato del fotogiornalismo dal fronte, i fotografi presenti attendevano l’assegnazione dei premi di rito, e in particolare il primo premio assegnato dalla giuria internazionale (presieduta da Christiane Amanpour) e da Nikon.

A vincere il Photo Trophy è stato Mahmud Hams con uno scatto realizzato per AFP sulla Striscia di Gaza, in Palestina, durante degli scontri tra dimostranti palestinesi e forze dell’ordine israeliane.
L’immagine è di quelle che non passano inosservate. A colpire, infatti, non sono tanto i tumulti in sé – di cui purtroppo sono popolate le cronache e le pagine degli Esteri dei quotidiani del mondo – ma il soggetto in primo piano, il palestinese 29enne Saber al-Ashkar che, lo scorso 11 maggio, a est della città di Gaza si batteva armato di una sola fionda, per difendere quello che i palestinesi ritengono il loro diritto a tornare nella loro patria storica, ora parte dello Stato di Israele. Oltre a opporre resistenza con uno strumento a dir poco primitivo, il protagonista della fotografia di Mahmud Hams non si lascia scoraggiare da un altro, impattante elemento: siede su una sedia a rotelle, Saber al-Ashkar, perché è privo di entrambe le gambe dalle ginocchia in giù.

Coraggio? Incoscienza? Follia?
Non sappiamo a cosa stia mirando Saber al-Ashkar, a chi o cosa voglia lanciare la sua pietra con quel gesto così pulito e impeccabile, a dispetto delle sue stesse condizioni fisiche. Difficile quindi esprimere un giudizio, probabilmente è anche superfluo.
Perché un atto simile, che in altri contesti avremmo ammirato per la concentrazione di chi lo compie e la sua assoluta atleticità, qui mostra soltanto quanto determinato, convinto delle sue stesse motivazioni, possa essere un uomo. Facendo pensare che quest’uomo, giuste o sbagliate che siano le sue rivendicazioni, va rispettato nella sua determinazione a farsi valere, in sprezzo di qualsiasi handicap fisico o “militare”.