Riunite a Bergamo due tavole “sorelle” dipinte da Botticelli

12 ottobre 2018

Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi) Storia di Lucrezia 1505 circa, tempera e oro in conchiglia su tavola, cm 83,3 x 176,8 Boston, Isabella Stewart Gardner Museum

Sono state dipinte entrambe intorno al 1505 le opere che, eccezionalmente, verranno riunite all’Accademia Carrara in occasione della mostra Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo. La prestigiosa sede espositiva bergamasca accoglie infatti, fino al 28 gennaio prossimo, un progetto espositivo che permetterà di ammirare insieme Storia di Virginia e Storia di Lucrezia, concepite da Botticelli come due tavole sorelle, promosse da un unico committente e immaginate per lo stesso luogo.

Sandro Botticelli_Storia di Virginia,1505c

Comune, del resto, è il soggetto trattato dal grande pittore rinascimentale, che nella raffigurazione di questa coppia di donne si è soffermato su vicende di sacrificio, virtù, riscatto, tutte al femminile.
Virginia, che viene assassinata dal padre per preservarne l’onore, e Lucrezia, che sceglie la morte per salvarsi dall’ignominia, acquisiscono tuttavia un valore che va oltre gli episodi nei quali sono direttamente coinvolte. Possiedono, infatti, anche un rilievo di carattere politico, alludendo alla “lotta per il potere” che, sul finire del Quattrocento, esacerbò gli animi a Firenze.

Separate in epoca moderna e divenute due opere distinte, la Storia di Virginia e Storia di Lucrezia costituiscono oggi una sorta di “ponte simbolico” tra Italia e Stati Uniti, Paesi che le conservano in forma permanente. In particolare, l’Accademia Carrara possiede Storia di Virginia per effetto del lascito di Giovanni Morelli, avvenuto nel 1891; lo storico dell’arte l’aveva acquistata 20 anni prima. Nel 1894, invece, Isabella Stewart Gardner comprò dal conte Ashburnham l’opera raffigurante Lucrezia. In questo percorso, come indicano le fonti, determinante fu la mediazione dello storico dell’arte Bernard Berenson, tra i massimi conoscitori del Rinascimento italiano.

Non è dunque un caso che la possibilità di apprezzare entrambi i dipinti, attraverso questa “speciale” ricongiunzione, avvenga sia a Bergamo – fino al 28 gennaio 2019 – sia a Boston, a partire da metà febbraio 2019.
L’operazione,  risultato della collaborazione tra i due musei, consentirà di attivare un dialogo tra le due opere, rintracciando in entrambe “solennità ed eleganza di inquadrature architettoniche, memorie classiche, concitazione degli episodi, momenti di sentita drammaticità” e altri particolari condivisi.

Accanto a questi due capolavori, il percorso espositivo proposto dall’Accademia Carrara accoglie anche altri lavori di Botticelli, allo scopo di tracciare un ritratto affascinante ed esaustivo dell’artista: il pittore di ritratti, il pittore del tema sacro, il pittore di storie, in particolare episodi della storia romana. Sono dunque esposti anche Ritratto di Giuliano de’ Medici (1478-1480 circa), affiancato da un busto in marmo in prestito dal Museo del Bargello di Firenze, e Vir dolorum (1495-1500 circa), entrambi legati alla donazione di Giovanni Morelli.

La solida collaborazione dell’Accademia Carrara con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston viene sottolineata con vigore da questa mostra. Il profondo e fattivo dialogo culturale tra i due musei, che prendeva avvio nel 2015, trova nell’esposizione Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo, un importante punto di approdo. I due dipinti con la Storia di Virginia della Carrara e la Storia di Lucrezia del Gardner, dipinte dal maestro fiorentino nella piena maturità, ne confermano la grandezza e mettono in risalto l’attualità del ruolo femminile nella società. Le due storie vengono interpretate da Botticelli non solo come esempi di alta moralità civile, ma come detonatori di radicali cambiamenti politici. Affascina il messaggio al quale dà voce il mondo rinascimentale: la sfera privata volge in interesse collettivo. Ieri come oggi?“, ha sottolineato M. Cristina Rodeschini, direttore Accademia Carrara e co-curatore della mostra con Patrizia Zambrano.

[Immagine in apertura: Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi), Storia di Lucrezia, 1505 circa, Boston, Isabella Stewart Gardner Museum. Immagine nell’articolo: Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi), Storia di Virginia, 1505 circa, Bergamo, Accademia Carrara, collezione Morelli, 1891]