Bosch, Brueghel, Arcimboldo in una mostra-show al via a Pisa

12 novembre 2018

Giuseppe Arcimboldo, La Primavera, 1555-60-ca. Monaco di Baviera, Bayerische Staatsgemäldesammlungen

30 minuti di durata, duemila immagini – in scala 1:1500 – proiettate su mille metri quadrati di spazio espositivo attraverso 54 proiettori: ecco alcuni dei numeri di Bosch, Brueghel, Arcimboldo, la “mostra-spettacolo” che combinando immagini, musiche e tecnologia accende i riflettori sui grandi Maestri dell’arte europea del Cinquecento. Visitabile agli Arsenali Repubblicani di Pisa fino al 26 maggio prossimo, il progetto espositivo si avvale della regia di Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi e della colonna sonora curata da Luca Longobardi, che include composizioni originali, concepite ad hoc, Carmina Burana di Carl Orff, Le quattro stagioni di Vivaldi e, tra gli altri contributi, anche Stairway to Heaven dei Led Zeppelin nella versione tributo del 2012.

Articolato in tre tempi, Bosch, Brueghel, Arcimboldo si apre e si chiude con Il Giardino delle delizie, dedicato ai personaggi, mistici e grotteschi, che hanno popolato l’universo del noto pittore olandese. In particolare, nel finale, l’asse temporale si sposta sulla scena contemporanea, consentendo al pubblico di sperimentare in prima persona proprio l’esperienza dell’attraversamento di un “giardino incantato popolato da creature straordinarie“.
Molti i capolavori dei tre artisti proposti nell’arco della narrazione, che prima della tappa toscana ha debuttato in Francia, a Carrières de Lumières, attirando un pubblico di oltre 500mila visitatori. Tra le opere che si susseguono figurano Ascesa all’Empireo e Il Giudizio universale, entrambe di Bosch, Il giardino dell’Eden, Paesaggio fluviale e Allegoria della Musica di Brueghel, Torre di Babele di Pieter Brueghel il Giovane, Primavera e Quattro stagioni in una testa di Arcimboldo. Pur possedendo caratteri peculiari, questi autori hanno dato vita a “scene oniriche e surreali, colme di personaggi bizzarri“, che ancora oggi, all’osservatore contemporaneo, consentono di intraprendere un’esplorazione quasi surreale.

[Immagine in apertura: Giuseppe Arcimboldo, La Primavera, particolare, 1555-60-ca. Monaco di Baviera, Bayerische Staatsgemäldesammlungen]