Marco Goldin a Torino racconta La Grande Storia dell’Impressionismo

3 novembre 2018


Dalle mostre al palcoscenico: con il racconto-spettacolo La Grande Storia dell’Impressionismo, il curatore Marco Goldin abbandona la dimensione espositiva, che pure gli è valsa importanti risultati negli ultimi due decenni, e debutta con una nuova “esperienza”.
Nella cornice del Teatro Alfieri di Torino, il prossimo 4 dicembre, sarà infatti possibile assistere a una narrazione che ripercorre, per intero, la complessa vicenda di uno dei più affascinanti movimenti della storia dell’arte: dagli esordi nella foresta di Fontainebleau, dove Monet, Pissarro, Renoir e Sisley si incontravano a metà degli anni Sessanta dell’Ottocento per dipingere “grandi cieli mai visti così prima”, fino all’avvio della stagione espositiva, nel 1874, e alle evoluzioni del movimento.

Strutturato secondo cinque scene, nel corso dei suoi 100 minuti di durata La Grande Storia dell’Impressionismo proporrà un alternarsi di parole, musica e immagini. Dal vivo si esibirà il pianista Remo Anzovino, uno dei principali esponenti della scena musicale contemporanea, mentre la coinvolgente scenografia visiva, progettata dai videomaker Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii, combinerà foto d’epoca, immagini dei più celebri capolavori impressionisti e i filmati girati appositamente nei luoghi simbolo di questa corrente, tra cui le foreste attorno a Parigi, Arles, le coste della Bretagna e della Normandia.

Firmato dall’Associazione Culturale Radar, prodotto da International Music and Arts e Linea d’ombra – con il sostegno del Gruppo Baccini – lo spettacolo include alcuni contenuti dedicati a Cézanne, Degas, alle pittrici Berthe Morisot e Mary Cassatt e a destinazioni della Francia di particolare rilievo per la  stagione impressionista.
Su Vincent van Gogh e Paul Gauguin si concentra la parte finale, che analizza il loro contributo e gli sviluppi dell’Impressionismo.