Alberi e acqua: gli elementi “architettonici” di Junya Ishigami

30 dicembre 2018

Junya Ishigami, Water Garden, Art Biotop Nasu, Giappone

Nella prefettura di Tochigi, in Giappone, sorge un luogo all’apparenza frutto dell’opera della Natura, che in realtà si deve all’ingegno e alla sensibilità di uno degli architetti che più si è affermato negli ultimi anni, fuori e dentro il Paese del Sol Levante.
Inaugurato la scorsa estate, il cosiddetto Water Garden all’interno dell’Art Biotop Nasu – uno spazio verde dedicato all’arte e alla creatività che ospita al suo interno una residenza e un hotel – porta la firma di Junya Ishigami, già Leone d’Oro alla Biennale d’Architettura di Venezia del 2010 e protagonista proprio quest’anno di una grande mostra alla Fondation Cartier di Parigi.

Ma quali sono gli elementi “costruttivi” di cui si è avvalso stavolta Junya Ishigami?
Alberi e acqua sono gli incontrastati dominatori di questo paesaggio surreale, un labirintico intrico di laghetti e stagni – ottenuti deviando il corso di un canale irriguo – punteggiato dalle piante già presenti nell’area, opportunamente catalogate per specie botanica e poi ripiantate all’interno del “giardino acquatico”.
In effetti, proprio dal futuro degli alberi ha avuto origine il progetto di Junya Ishigami: destinati all’abbattimento per lasciare spazio alla costruzione di una struttura ricettiva, sono stati appunto salvati dall’architetto, che ha proposto di spostarli in una radura adiacente, dando così vita a un luogo di meditazione e rigenerazione per gli ospiti dell’Art Biotop Nasu e i suoi visitatori.