Il Romanticismo “dark” di Johann Heinrich Füssli

31 dicembre 2018

Johann Heinrich Füssli, Percival befreit Belisane aus der Bezauberung durch Urma, 1783. Tate, London. Courtesy Kunstmuseum, Basilea

Sono passati 30 anni dall’ultima monografica svizzera intitolata a Johann Heinrich Füssli, allestita alla Kunsthaus Zürich. Attesa interrotta quest’anno dal Kunstmuseum di Basilea, che torna a omaggiare la pittura dell’artista elvetico grazie alla retrospettiva Drama and Theatre, visitabile fino al 17 febbraio 2019.

Nato a Zurigo nel 1741, Füssli seppe muoversi sul limite tra estetica classica e romantica, mettendo a punto un linguaggio pittorico innovativo.
Oltre agli aspetti più noti della poetica di Füssli ‒ le atmosfere cupe e inquiete, dominate da incubi e suggestioni plumbee ‒ la mostra curata da Eva Reifert punta lo sguardo anche su altri elementi che caratterizzarono l’opera dell’artista svizzero, come il debito nei confronti del teatro e della drammaturgia. Paradise Lost di Milton, la saga dei Nibelunghi e le opere shakespeariane ‒ riscoperte dopo il ritorno a Londra di Füssli nel 1779, in seguito al soggiorno romano ‒ costituiscono degli imprescindibili punti di riferimento per l’artista, che include nelle sue rappresentazioni elementi di derivazione teatrale, accentuati dal ricorso al chiaroscuro e a un’enfasi luminosa che richiama gli escamotage messi in campo sul palcoscenico.

A rendere ancora più evidente il rimando alle logiche performative contribuisce l’installazione di Thom Luz, resident director al Theater Basel, realizzata in collaborazione con il video artista Jonas Alsleben.

[Immagine in apertura: Johann Heinrich Füssli, Percival befreit Belisane aus der Bezauberung durch Urma, 1783. Tate, Londra. Courtesy Kunstmuseum, Basilea]