A Palermo, l’archeologia s’intreccia alla storia dei Borbone

1 dicembre 2018

Satiro versante_ Copia di età romana in marmo dell'originale bronzeo di Prassitele

I tanti appassionati di storia e archeologia non rimarranno delusi dalla mostra che sta per inaugurare presso il Museo archeologico Salinas di Palermo.
Dal 2 dicembre al 31 marzo 2019, Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei, a cura di Francesco Spatafora, approfondisce l’unico, ma fondamentale, anno vissuto da Palermo come Capitale del Regno delle Due Sicilie.
Dopo il Congresso di Vienna, il sovrano Borbone Ferdinando IV, divenuto Ferdinando I dopo l’unificazione, aveva infatti riunito in un unico Stato il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia. La capitale del nuovo Regno fu inizialmente Palermo, ma dall’anno successivo – era il 1817 – fu spostata a Napoli.

La mostra in arrivo al Museo archeologico Salinas raccoglie una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II, cui si affiancano i manufatti ritrovati durante gli scavi finanziati dai reali in Campania, prestati dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dai Parchi Archeologici di Pompei ed Ercolano.,

Suddivisa in tre sezioni, la rassegna palermitana guarda a Pompei ‒ con l’intero corpus di opere e materiali provenienti dalla Casa di Sallustio, donati al Museo di Palermo nel 1831 da Ferdinando II ‒ a Ercolano ‒ accostando all’enorme plastico della città realizzato nel 1808 varie pitture parietali, bronzi e sculture provenienti dagli scavi ottocenteschi ‒ e a Torre del Greco.
In quest’ultima sezione spiccano le opere e le pitture rinvenute nella villa di Contrada Sora, portate a Palermo e donate al museo nel 1831 da Ferdinando II.

[Immagine in apertura: Satiro versante, copia di età romana in marmo dell’originale bronzeo di Prassitele]