Otto edifici di Frank Lloyd Wright candidati a Patrimonio dell’Umanità

31 dicembre 2018


Certamente sono capolavori dell’architettura del Novecento, ma ora la vera domanda è un’altra: sono anche siti meritevoli di essere inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità stilata dall’UNESCO?
Per 8 edifici progettati del famoso architetto statunitense Frank Lloyd Wright potrebbero aprirsi le porte della prestigiosa iscrizione. A tentare il riconoscimento, avviando le procedure per la candidatura, è la Frank Lloyd Wright Building Conservancy, istituzione con sede a Chicago – della quale sono rispettivamente presidente e direttore esecutivo Edith Payne e Barbara Gordon – deputata alla conservazione storica del patrimonio architettonico e degli interni progettati da Frank Lloyd Wright, nonché allo studio della sua carriera e opera.

Per conoscere l’esito di quella che per ora è solo una proposta sarà necessario attendere l’estate del 2019: a luglio, infatti, tutte le candidature pervenute saranno oggetto di valutazione da parte degli specialisti che prenderanno parte al World Heritage Meeting, in programma nella città di Baku, in Azerbaigian. Solo allora sapremo se gli edifici selezionati – opere che abbracciano 70 anni di produzione di Wright, unanimemente considerate tra le più rappresentative della sua lunga carriera, come Taliesin West, Fallingwater e il Solomon R. Guggenheim Museum, nell’immagine in apertura – diverranno Patrimonio dell’Umanità.

In caso positivo, andranno a unirsi agli oltre mille siti attualmente presenti della lista internazionale, affiancandosi a iconiche architetture come il Taj Mahal in India, Petra in Giordania, l’Acropoli di Atene in Grecia, il complesso di Chichén Itzá in Messico, il centro storico di Roma e Firenze, il sito di Machu Picchu in Perù e la piana delle Piramidi, da Giza a Dahshur, in Egitto.