Addio copyright! Ecco alcune delle opere di dominio pubblico nel 2019

3 gennaio 2019

Picasso flauti di Pan

Che cosa hanno in comune libri come Towards a New Architecture di Le Corbusier o L’Io e l’Es di Sigmund Freud; film come The Pilgrim di Charlie Chaplin o The Little Napoleon di Georg Jacoby che segnò il debutto di Marlene Dietrich; opere d’arte tra cui La sposa messa a nudo dagli scapoli – conosciuto anche come Il grande vetro – di Marcel Duchamp, The Pipes of Pan (nell’immagine in apertura) e Paulo on a Donkey di Pablo Picasso e Odalisque with Raised Arms and Window at Tangier di Henri Matisse?
Si tratta di alcuni dei lavori artistici sui quali, con l’avvio del nuovo anno, non grava più il relativo copyright.
Dal primo gennaio – un giorno, non a caso, denominato Public Domain Day – su migliaia di libri, canzoni, film e altre produzione creative sono infatti decaduti i vincoli connessi con la proprietà, direttamente collegati con l’anno di uscita o realizzazione. La diretta conseguente è la liberalizzazione della messa online, delle riproduzioni e di qualsiasi altra forma di adattamento, attraverso vari formati e media.

Scorrendo la lista dei lavori interessati da questa “speciale condizione” si può comprendere come il 2019 si qualifichi come un anno particolarmente favorevole. Negli Stati Uniti, in particolare, potranno essere utilizzate liberamente e gratuitamente le opere relative al 1923. Nonostante fossero destinate a diventare di pubblico dominio nel 1999 – nel Paese la validità del copyright era infatti pari a 75 anni – su di loro ha agito una norma approvata dal Congresso nel 1998. Si trattava, sostanzialmente, di un’estensione per un ulteriore ventennio del copyright, che ha così complessivamente ha acquisito una durata di 95 anni.

Il termine ufficiale consentirà ora, ad esempio, a chiunque lo desideri di poter accedere alla libera consultazione di tutti i libri pubblicati nel 1923: saranno finalmente disponibili interi volumi e non può solo frammenti, porzioni selezionate o anteprime autorizzate.
Per farsi un’idea più dettagliata anche di quanto avverrà alle latitudini europee il consiglio è consultare gli elenchi completi pubblicati online, ad esempio dal sito The Public Domain Review.