Bill Viola e Michelangelo: gli artisti del pathos a confronto

25 gennaio 2019

Bill-Viola-Tristan's-Ascension

Anche se a dividerli ci sono cinque secoli e non poche differenze – a cominciare dalla tecnica espressiva utilizzata – Bill Viola e Michelangelo sembrano condividere una profonda attenzione per l’essere umano, per ciò che prova e per la sua stessa sorte esistenziale. In entrambi gli artisti, l’emozione – dipinta, disegnata o “ripresa” sui volti dei soggetti e nelle loro pose plastiche – è il mezzo attraverso cui lo spettatore può entrare in empatica, connettersi con l’opera.

Parte da questa affinità l’impianto della mostra Bill Viola / Michelangelo, prossima a essere inaugurata – sabato 26 gennaio – presso la Royal Academy of Arts di Londra. Si tratta di uno “scambio artistico” a distanza, di centinaia di anni e persino di continenti, scaurito dall’accostamento tra le maggiori opere del videoartista statunitense e i disegni del genio toscano.

Per la precisione, le 12 video installazioni di Viola copriranno un lungo lasso temporale, presentando un’esaustiva panoramica della sua carriera artistica dal 1977 al 2013. 15 saranno invece le opere di Michelangelo Buonarroti presenti nel percorso espositivo: 14 i disegni – considerati tra i massimi risultati raggiunti nel Rinascimento in questa disciplina – ma anche un prestigioso bassorilievo, il cosiddetto Tondo Taddei custodito proprio dall’istituzione londinese.

Lo stesso Viola ha avuto modo di conoscere direttamente l’opera di Michelangelo, diversi anni fa. Il primo incontro con il “secolo d’oro” delll’arte italiana avvenne proprio nella Firenze tanto cara al Maestro, dove Viola ha trascorso alcuni anni della sua formazione. Il suo interesse per l’arte rinascimentale verrà rinnovato da una residenza al J. Paul Getty Museum di Los Angeles, nel 1998, e da una visita nel 2006 al Gabinetto dei Disegni del Castello di Windsor, dove il video artista statunitense si è recato proprio per ammirare l’opera grafica di Michelangelo.
Ma in mostra lo spettatore non incontrerà in ogni caso paralleli diretti e rimandi espliciti, nelle opere di Viola, al suo “predecessore”. L’accostamento tra i due Maestri, ciascuno tale per la propria epoca, intende svelare una comune risonanza, un affine modo di sentire e affrontare le domande fondamentali per l’umanità: la natura della nostra esistenza, la sua caducità, la ricerca di un significato per essa che possa andare oltre la morte.

[Immagine in apertura: Bill Viola,Tristan’s Ascension (The Sound of a Mountain Under a Waterfall), 2005]