Da ristorante a galleria, Alessandro Borghese ospita l’arte di Alessandro Spadari

24 gennaio 2019

Alessandro Spadari, Chiamatemi Ismaele, 2017

È indicativo lo stesso titolo, Compagni di viaggio, della mostra personale di Alessandro Spadari inaugurata lo scorso mercoledì 23 gennaio a Milano: la rassegna, visitabile fino a fine marzo, è infatti il frutto della collaborazione tra il ristorante Alessandro Borghese – Il lusso della semplicità e la galleria d’arte contemporanea Fabbrica Eos di Milano.
Per circa due mesi, “compagni di viaggio” saranno appunto i paesaggi realizzati da Spadari e gli squisiti piatti serviti all’interno del ristorante del famoso Chef, in quel di viale Belisario, per un’esperienza estetica autenticamente “multisensoriale”.
In futuro, a partire da aprile, il ristorante di Alessandro Borghese ospiterà nel cuore di CityLife le mostre personali di altri grandi creativi, quali Fabio Giampietro e Rodolfo Viola.

Milanese e figlio d’arte (il padre, Giangiacomo, è stato un importante pittore nei primi decenni del secondo Novecento), oltre a dedicarsi alle arti visive – anche come docente, a Brera, per alcuni anni – Alessandro Spadari è guarda caso un cuoco e appassionato di cucina.
Si troverà in certo qual modo a suo agio in questo originale spazio espositivo, dove sono ora presenti una decina delle sue opere.

Grande protagonista della poetica di Spadari è il paesaggio, in particolar modo quello marino; genere che avvicina il pittore meneghino alla poetica del Romanticismo ottocentesco: invece di una rappresentazione fedele al reale, la Natura in questi quadri è lo specchio del sentimento e dello stato d’animo dell’uomo, frutto di un viaggio interiore dove la visione di ciò che ci sta di fronte non è che il punto di partenza.
Un percorso interiore che, ben simboleggiato dalle imbarcazioni che fendono le acque e la stessa tela, ricalca in ultimo analisi il grande viaggio che è la nostra vita.