Importanti rivelazioni su un prezioso disegno di Leonardo da Vinci

20 gennaio 2019

Leonardo da Vinci, Paesaggio, Gallerie degli Uffizi, Firenze

Nonostante siano trascorsi solo pochi giorni dal trasferimento del Paesaggio leonardesco all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, le novità e le sorprese riguardanti il prezioso disegno – realizzato dall’artista il 5 agosto 1473 – non si sono fatte attendere. Il team dell’Opificio, infatti, si è subito messo al lavoro, avviando i procedimenti di analisi dell’opera attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie.

Gli esami condotti da Letizia Montalbano, specializzata nei disegni, e da Roberto Bellucci, che curerà gli aspetti della diagnostica ottica, sotto la supervisione di Cecilia Frosinini e del soprintendente Marco Ciatti, hanno svelato la presenza di due differenti stesure, mettendo in evidenza un’area e alcuni dettagli aggiunti in un secondo momento rispetto alla prima versione.

I risultati, giunti dopo lo studio ottico del recto del disegno, cui seguirà quello del verso, lasciano ipotizzare che Leonardo sia intervenuto sul disegno in un momento successivo, facendo tesoro delle sue ricerche sulle rocce. Alle osservazioni al microscopio faranno seguito gli esami con la tecnica della fluorescenza dei raggi X (Xrf), per approfondire la conoscenza delle componenti chimiche dei materiali utilizzati, e le valutazioni di tipo conservativo.

Emblematico il commento del direttore degli Uffizi Eike Schmidt in merito all’importanza degli studi condotti su questa opera misteriosa: “Molto spesso il paesaggio viene interpretato come un’immagine geografica precisa, quasi che esso sia una specie di ‘fotografia’ di questa o di quella valle, di queste o di quelle montagne. Oggi si è invece scoperto un processo di realizzazione del disegno in due momenti successivi: questo sposta la bilancia verso le interpretazioni che ne sottolineano l’aspetto immaginativo e il carattere di speculazione intellettuale da parte dell’artista”.