Il mito di Caravaggio rivive a Parigi

16 gennaio 2019

Caravaggio, Cena in Emmaus, 1606, Pinacoteca di Brera, Milano

Fino al 28 gennaio, il Musée Jacquemart-André di Parigi fa da cornice a una mostra davvero imperdibile, dedicata a uno degli artisti più conosciuti – in tutto il mondo – del panorama italiano.
Caravage à Rome, amis & ennemis riunisce dieci capolavori del Merisi legati al suo soggiorno romano, fra il 1592 e il 1606, anno in cui il pittore abbandonò la città dopo l’omicidio di Ranuccio Tomassoni in seguito a una violenta lite.

Sette capolavori presenti in mostra non sono mai stati esposti oltralpe, mentre le due versioni della Maddalena penitente debuttano per la prima volta insieme all’interno dello stesso percorso espositivo.
L’obiettivo della rassegna è ripercorrere l’esperienza capitolina di Caravaggio che, proprio nella Capitale, conobbe due figure chiave per la sua carriera, il Marchese Giustiniani e il Cardinale Francesco Maria del Monte, destinati a diventare i suoi più fedeli mecenati.

Grazie a una serie di prestiti illustri da parte di musei e istituzioni internazionali ‒ la Galleria Nazionale in Palazzo Barberini, la Galleria Borghese e i Musei Capitolini a Roma, la Pinacoteca di Brera a Milano, i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Civico Ala Ponzone a Cremona e l’Ermitage di San Pietroburgo ‒, la mostra descrive i rapporti di amicizia e di rivalità intessuti da Caravaggio a Roma, estendendo la visuale anche al contesto artistico capitolino.

Le opere del Cavaliere d’Arpino, di Annibale Carracci, di Orazio Gentileschi, di Giovanni Baglione e di José de Ribera non solo innescano un dialogo efficace con la poetica caravaggesca, ma restituiscono anche l’effervescente clima creativo che si respirava nella Roma del Seicento.

[Immagine in apertura: Caravaggio, Cena in Emmaus, 1606, Pinacoteca di Brera, Milano]