Urbino celebra l’arte di Giovanni Santi, il padre dimenticato di Raffaello

1 Gennaio 2019

Giovanni santi, madonna col bambino in trono, santi e la famiglia Buffi

Padre di Raffaello, Giovanni Santi non ebbe, in vita, il meritato riconoscimento per la qualità della sua pittura, restando a lungo nell’ombra. Complice il giudizio negativo di Giorgio Vasari, ma soprattutto l’inevitabile confronto con il suo stesso figlio, il lavoro di Santi finì nelle retrovie e tuttora resta confinato ai margini della storia dell’arte.
La mostra Giovanni Santi. “Da poi … me dette alla mirabil arte de pictura”, allestita fino al 17 marzo presso la Galleria Nazionale delle Marche | Palazzo Ducale di Urbino, inverte questa tendenza, gettando nuova luce su una poetica da riscoprire.

Dotato di un talento poliedrico, Giovanni Santi dimostrò ottime doti letterarie, come testimoniato dal manoscritto originario della Cronaca rimata, in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.
La maestria pittorica, invece, trova riscontro nel ciclo concepito per il Tempietto delle Muse: le otto tavole, raffiguranti le Muse e Apollo, realizzate da Giovanni Santi e da Timoteo Viti, sono temporaneamente ricollocate nella loro sede originaria grazie al prestito concesso dal Palazzo Corsini di Firenze.

Completano la rassegna alcuni capolavori del Perugino, di Melozzo da Forlì, di Piero della Francesca, di Pedro Berruguete e di Giusto di Gand, simbolo dell’energia creativa che percorreva la scena marchigiana e urbinate durante il Quattrocento.

[Immagine in apertura: Giovanni Santi, Madonna col bambino in trono, santi e la famiglia Buffi, dettaglio, Palazzo Ducale di Urbino – Galleria Nazionale delle Marche, photo by Sailko, fonte Wikipedia]