Amsterdam celebra tutta l’arte di Rembrandt. Al Rijksmuseum

16 febbraio 2019

Rembrandt van Rijn, I sindaci dei drappieri, Rijksmuseum

Autore dell’opera considerata più rappresentativa della cultura olandese, la celeberrima Ronda di notte, Rembrandt van Rijn morì in povertà nel 1669. A 350 anni dalla sua scomparsa, non solo Amsterdam ma tutta la sua patria rendono omaggio alla sua figura e alla sua arte con una pluralità di iniziative di grande rilievo culturale.
Con sede nella capitale, il Rijksmuseum è il museo che detiene il maggior numero di opere dell’artista a livello mondiale. Non è dunque un caso se le grandi celebrazioni in onore dell’artista hanno preso il via proprio da qui, con l’apertura dell’antologica All the Rembrandts.

In occasione di questa mostra, per la prima volta sarà possibile apprezzare la collezione museale completa, ovvero 22 dipinti, 60 disegni e 300 stampe di Rembrandt. Un’occasione straordinaria per ripercorre la carriera dell’artista, comprendere la portata innovatrice del suo lavoro, scoprire le sue tecniche pionieristiche: la panoramica sulla produzione di Rembrandt è resa particolarmente interessante dall’imponente esposizione dei disegni e delle stampe, la cui delicatezza impone, come noto, speciali accortezze dal punto di vista della conservazione e dell’allestimento.

Articolata in sezioni, la mostra esplora diversi aspetti della vita e del lavoro di Rembrandt. L’avvio del percorso espositivo è affidato alle “pietre miliari” della sua carriera di giovane artista e consente di soffermarsi sui suoi numerosi autoritratti, un genere nel quale ha rivelato il suo incomparabile talento. Nella successiva sezione, l’attenzione si sposta oltre Rembrandt, per posarsi sulla sua cerchia di frequentazioni e amicizie: si susseguono ritratti di sua madre, della sua famiglia, dei suoi conoscenti e un’intesa opera nella quale raffigura la moglie Saskia, mentre giaceva malata a letto. L’interesse verso l’intera umanità che lo circondava è testimoniato da opere in cui compaiono mendicanti, artisti di strada, vagabondi, attori e altre persone incontrate casualmente. Sono lavori dai quali emergono le sua capacità narrative, destinate a imporsi nella fase matura della carriera e, in parallelo, nell’ultima sezione della mostra. Ispirati anche dai racconti dell’Antico Testamento, questi lavori sono caratterizzati da una progressiva metamorfosi della tecnica, con lo slancio verso la sperimentazione sul fronte cromatico e luminoso, in un’ottica di potenziamento dell’impianto narrativo.

Associata a una pubblicazione dedicata e a uno speciale audio-tour, All the Rembrandt sarà visitabile fino al 10 giugno prossimo.

[Immagine in apertura: Rembrandt van Rijn, I sindaci dei drappieri, 1661, Rijksmuseum, Amsterdam]


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