Pavia incontra Vivian Maier, la bambinaia-fotografa

7 febbraio 2019

Vivian Maier, Self-portrait, 1953 © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Dal 9 febbraio al 5 maggio le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia faranno da cornice a Vivian Maier. Street Photographer, la retrospettiva intitolata a una delle artiste dell’obiettivo più misteriose di sempre. Curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, l’esposizione riunisce oltre 120 fotografie in bianco e nero e a colori oltre a una serie di pellicole super 8 mm, evocando la singolare storia di un’artista rimasta sconosciuta fino alla morte.

Autrice di un incredibile quantitativo di scatti, la Maier, nata da madre francese e padre austriaco, trascorse la sua giovinezza in Francia, dove iniziò a scattare le prime fotografie utilizzando una Kodak Brownie. Tornata nei natii Stati Uniti nel 1951, Vivian Maier cominciò a lavorare come bambinaia, affiancando a un impiego che non abbandonerà mai l’attività di fotografa amatoriale, percorrendo le strade della Grande Mela e di Chicago alla ricerca dei dettagli e delle atmosfere che impregnano i suoi scatti.

L’inconsapevole acquisto all’asta di un archivio di oltre 120mila negativi da parte di un agente immobiliare, John Maloof, nel 2007, fece conoscere al mondo la bravura della bambinaia-fotografa scomparsa nel 2009, offrendo al grande pubblico l’opportunità di ammirarne gli scatti.

Dalle strade di New York e Chicago, animate da individui, animali, oggetti abbandonati, giornali e residui di vita quotidiana, fino agli autoritratti che mettono in evidenza l’austera espressione della Maier riflessa in specchi e vetrine, le immagini in mostra a Pavia restituiscono tutta la maestria di un vero e proprio talento dell’obiettivo.

[Immagine in apertura: Vivian Maier, Self-portrait, 1953 © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY]