Premiato il libro scritto da un rifugiato irregolare tramite WhatsApp

2 febbraio 2019

Behrouz Boochani No Friends but the Mountains Australia premio Whatsapp romanzo

Sebbene non gli sia stato possibile prendere parte alla cerimonia di premiazione, a causa delle misure restrittive che limitano la sua libertà, la notizia del riconoscimento conferito a Behrouz Boochani, per la sua opera letteraria scritta via WhatsApp, è riuscita a superare ogni barriera, geografica e imposta dall’uomo.
Tra i più rilevanti premi letterari australiani, quest’anno il Victorian Prize for Literature è stato infatti assegnato all’autore di No Friend But the Mountains: Writing from Manus Prison (in apertura, un particolare della copertina). Si tratta di un libro scritto dallo scrittore, giornalista e cineasta, nonché rifugiato curdo iraniano, durante la sua detenzione in un centro sull’isola di Manus, in Papua New Guine

Anziché “fissare” questa storia su carta, condizione che avrebbe comportato il rischio della sua possibile perdita nel corso dei controlli all’interno della struttura detentiva, Boochani ha pensato di impiegare il sistema di messaggistica istantanea WhatsApp. Nel periodo di stesura, il destinatario dei suoi componimenti, originariamente scritti in lingua farsi, si è occupato della traduzione in inglese.
Per Michael Williams, direttore del Wheeler Center – l’istituzione che organizza il premio a nome del governo australiano – No Friend But the Mountains: Writing from Manus Prison è “una straordinaria opera letteraria, un contributo indelebile all’editoria australiana e alla narrativa“.

Pari a 125mila dollari australiani è il riconoscimento assegnato a Boochani, che vive sulla propria pelle le conseguenza della dura politica del Paese sul fronte dell’immigrazione.
In sua assenza, lo scrittore ha fatto pervenire un messaggio preregistrato, nel quale ha sottolineato il valore che lui riconosce ai libri: “Credo che la letteratura abbia il potenziale di apportare cambiamenti e sfidare le strutture di potere. Ha il potere di darci la libertà.”