Il mito di Omero rivive a Lens

27 marzo 2019

Pieter Paul Rubens, Thétis recevant de Vulcain les armes d'Achille, 1630, Musée des Beaux-Arts de Pau, photo by Tylwyth Eldar, fonte Wikipedia

Le sue narrazioni sono sopravvissute al tempo, lasciando una traccia indelebile nella cultura occidentale. Cantore di eroi e storie leggendarie, Omero è al centro della mostra a lui intitolata dal Musée du Louvre-Lens, visitabile fino al 22 luglio. “Voce” dell’Iliade e dell’Odissea, Omero rivive nell’esposizione francese grazie a una serie di manufatti artistici che attraversano le epoche.

Oggetto di un’attenzione globale che non conosce battute d’arresto, i poemi omerici hanno profondamente influenzato la letteratura dei secoli successivi, ponendosi come punto di riferimento per generazioni di narratori. La mostra di Lens approfondisce le ragioni di tanto successo, facendo immergere il pubblico in un passato denso di fascino.

Circa 250 opere compongono un itinerario che spazia dalle pitture ai manufatti dell’Antica Grecia ai dipinti di Rubens, Antoine Watteau, Gustave Moreau, André Derain, Marc Chagall e Cy Twombly, nel solco di una personalità che ha lasciato il segno e di un tempo che ha ispirato schiere di artisti.

A rendere il tutto ancora più suggestivo contribuisce l’alone di mistero che avvolge la figura di Omero, ampliando la portata del suo mito. Dall’archeologia all’arte recente, sono molti gli ambiti che rivelano l’immortalità del narratore, fino al dilagare di una vera e propria Omero-mania, raccontata dalla mostra.