Uccelli e uomini insieme, in un’incisione di 12.000 anni fa

23 marzo 2019

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Per Inés Domingo dell’Università di Barcellona saremmo di fronte a “una delle poche scene finora trovate che suggeriscono la nascita di un’arte narrativa in Europa”. In effetti la rarità della scena raffigurata su una roccia calcarea, recentemente rinvenuta in Spagna e risalente a 12mila anni, non mancherà di sollecitare la curiosità degli addetti del settore e degli appassionati di archeologia.
Scoperta nei pressi del villaggio di Margalef, a est di Barcellona, la pietra in questione raffigura quattro soggetti: due sarebbero riconducibili a essere umani; i restanti sarebbero uccelli. Scendendo nel dettaglio, si tratterebbe di un esemplare dal collo lungo, forse una gru, e di un volatile di piccola taglia.

La rappresentazione sarebbe stata incisa da un artista preistorico e per tipologia è stata già affiancata a incisioni rinvenute in giro per l’Europa, ad esempio nella regione di Teyat della Dordogna, nel sud della Francia, e a Gönnersdorf, in Germania. Anche in questi casi soggetti di natura antropomorfa vengono affiancati agli animali, dando vita a composizioni che in alcuni casi sembrano possedere quasi un’impronta narrativa.
A sottolineare l’unicità e il rilievo della recente scoperta sono le dichiarazioni inserite nelle prime note stampa diffuse: “Non dubitiamo che sia un eccezionale pietra miliare nell’arte rupestre paleolitica europea per la sua singolarità, la sua eccellente conservazione e le possibilità di studiarla in un contesto generale di scavo“, hanno infatti precisato gli studiosi.

Resta tuttavia difficile, come ha sottolineato la stessa Domingo, comprendere quale fosse il significato della scena rappresentata per i popoli preistorici.
Tra le ipotesi, a farsi largo è l’idea che l’autore fosse interessato a restituire uomini nell’atto di cacciare degli uccelli, introducendo una possibile relazione “materna” tra i due volatili.

[Immagine in apertura: fonte Università di Barcellona, via Gizmodo.com]


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