Flevoland, dove la Land Art è di casa

29 aprile 2019

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Nei Paesi Bassi c’è un’area che detiene un importante record a livello internazionale. Si tratta della provincia settentrionale del Flevoland, nella quale si trova la più grande concentrazione di Land Art del mondo.
Prima di divenire una meta di interessante turistico e artistico, questa regione aveva un aspetto decisamente diverso da quello attuale. Originariamente, infatti, questa porzione del Paese era ricoperta d’acqua: a incidere sul suo destino fu il progetto dell’ingegnere Cornelis Lely, che nel 1891 fu artefice di uno dei più ambiziosi progetti di bonifica di tutti i tempi.

Questa provincia dal singolare passato si può oggi visitare, in bici o in auto, intraprendendo l’itinerario definito dai 7 progetti site-specific concepiti da artisti e designer internazionali. Gli autori scelti si sono ispirati alle peculiarità e alla storia del territorio locale, come dimostra ad esempio la labirintica scultura in alluminio Polderland Garden of love and fire, opera dell’architetto Daniel Liebeskind. Il circuito, ideale combinazione di arte e Natura, può essere scoperto nell’arco di una giornata. Comprende anche: Pier + Horizon di Paul de Kort, che costituisce anche un omaggio all’artista Piet Mondriaan e alla sua serie di dipinti Pier and Ocean; The Green Cathedral 1996, in apertura di articolo, nella quale l’architettura sacra gotica è stata riprodotta da Marinus Boozem attraverso 178 pioppi; Earth Sea di Piet Slegers, evocazione della passata identità di questo paesaggio; Sea level, la più grande opera di Richard Serra in Europa; Exposure, in cui l’artista britannico Antony Gormley ha formato l’immagine di un uomo accovacciata con 1800 sbarre di metallo; Observatorium di Richard Morris, dalla quale si può ammirare il sole sorgere all’inizio della primavera e dell’autunno.