Luci e ombre dell’Imperatore Claudio, al Museo dell’Ara Pacis

6 aprile 2019

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È stata resa possibile grazie ai prestiti di importanti istituzioni italiane e internazionali Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia, la grande mostra al via questo fine settimana nella cornice del Museo dell’Ara Pacis, a Roma. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata in collaborazione con il Musée des Beaux-Arts di Lione, l’esposizione intende ricostruire l’epopea di uno dei più controversi imperatori romani, disegnandone un profilo aggiornato e ricostruendo le fasi del suo regno attraverso opere di rilievo storico e archeologico.

Venuto al mondo a Lugdunum – l’odierna Lione – nel 10 a.C. e scomparso a Roma nel 54 d.C., Claudio fu il primo imperatore romano nato fuori dal territorio italico. La sua ascesa al trono, come quarto imperatore romano della dinastia giulio-claudia, fu dovuta alla prematura scomparsa del fratello Germanico – il preferito di Augusto, che dubitava delle attitudini politiche di Claudio – morto in circostanze sospette. Succedette a Caligola, figlio di Germanico, che fu a sua volta vittima di un assassinio, avvenuto tramite accoltellamento.
Salito al potere con il sostegno dei pretoriani all’età di 50 anni, dopo una lunga trattativa politico-economica, Claudio lega il proprio nome e la propria fama a un periodo complesso della storia romana, segnato sul piano personale da congiure e vicende tragiche e, su quello pubblico, dalla promulgazione di numerosi provvedimenti e da scelte politiche ardite.

Curata da Claudio Parisi Presicce e Lucia Spagnuolo, con la collaborazione di Orietta Rossini, ideata dal Musée des Beaux-Arts de Lyon – che ne ha ospitato il debutto nei mesi scorsi – la mostra lascia emergere un profilo in parte inedito dell’imperatore romano, anche grazie al lavoro di aggiornamento della sua biografia compiuto, in epoche recenti, da storici e archeologi. Immagini, suggestioni visive e sonore, testimonianze archeologiche e artistiche di assoluto rilievo provano a raccontare la sua vicenda umana oltre le più note questione legate ai convulsi e tragici rapporti con le sue quattro mogli, l’ultima delle quali fu la nipote Agrippina. Figlia di Germanico e sorella di Caligola, viene considerata l’artefice della sua morte, forse per avvelenamento.
Tra le opere incluse nel percorso espositivo si segnala, per l’alto rilievo storico, la Tabula Claudiana, su cui è impresso il famoso discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 d.C. sull’apertura ai notabili galli del consesso senatorio.