Addio a Doris Day, la “fidanzata d’America” che recitò anche per Hitchcock

13 maggio 2019

Doris Day

È scomparsa oggi, lunedì 13 maggio, l’attrice e cantante statunitense Doris Day, nome d’arte di Doris Mary Anne Kappelhoff: a dare la triste notizia è stata la sua stessa fondazione, la Doris Day Animal League fondata in difesa degli animali.
Nata nel 1922 a Cincinnati (anche se fino al 2017 la stessa attrice era convinta fosse nata nel 1924), è morta all’età di 97 anni a Carmel-by-the-Sea, cittadina in California dove aveva il suo ranch, quella che per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta è stata la donna che forse meglio ha incarnato l’immagine della “fidanzata d’America” o della “ragazza della porta accanto”, nonostante oltre al successo nel genere della commedia – dove già impersonò parti spesso sensuali e audaci – abbia saputo dare prova di grandi interpretazioni anche nel genere drammatico.

Tra incisioni discografiche e partecipazioni nei cast delle produzioni cinematografiche di Hollywood, per non parlare del suo ruolo come personaggio televisivo, la carriera di Doris Day è stata lunga e ricca anche di riconoscimenti, tra cui si ricordano la nomination all’Oscar, la vittoria di un Grammy e quella di un Golden Globe.

Prima ancora che attrice, Doris Day è stata cantante: la sua prima hit – ben 5 sue canzoni entrarono nella top 5 della Billboard Hall of Fame – fu Sentimental Journey del 1945, che diventò popolare rappresentando lo stato d’animo degli Stati Uniti all’indomani della seconda guerra mondiale.
Risale a due anni dopo l’inizio della carriera cinematografica, con la commedia musicale Amore sotto coperta – diretta da Michael Curtiz, con cui collaborò anche in seguito per Chimere, del 1950, con Lauren Bacall e Kirk Douglas – e la firma di un contratto di 7 anni per la Warner Bros. Tra le sue interpretazioni degli anni Cinquanta, però, resterà memorabile soprattutto quella di Doris Day nei panni di Calamity Jane in Non sparare, baciami!, del 1953. Di poco successive sono le sue performance più accreditate, rispettivamente nei film Amami o lasciami (1955) di Charles Vidor, ne Il gioco del pigiama del 1957 ma soprattutto in L’uomo che sapeva troppo (1956), diretta dal grande Maestro della suspense Alfred Hitchcock.

In quest’ultimo lungometraggio, Doris Day interpretò Jo McKenna, turista americana in Marocco al fianco del marito medico (James Stewart) e del loro figlio. Il bambino verrà rapito, catapultando i due coniugi al centro di un intrigo internazionale che dovrebbe portare a un assassinio politico a Londra.
Nello stesso film, oltre a dare prova di capacità interpretative che colpirono positivamente anche la critica dell’epoca, Doris Day cantò il tema musicale Whatever will be (que sera sera), che diventò uno dei suoi maggiori successi canori ancora adesso associati indelebilmente alla sua memoria.

La carriera di Doris Day continuerà fino alla seconda metà degli anni Sessanta, ma subì un declino all’evolversi della società statunitense in seguito al Sessantotto. Proprio in quell’anno decise di dare l’addio al cinema, anche se continuò fino al 1975 a dedicarsi a uno show televisivo a lei intitolato, The Doris Day Show.
La lunga e prolifica attività artistica di Doris Day verrà celebrata naturalmente anche da Sky Arte, che quest’oggi omaggia la memoria della grande attrice con la messa in onda di Vite da Star – Doris Day, stasera alle 19.20.