Bis di mostre fotografiche a Senigallia. In attesa della Biennale del 2020

24 maggio 2019

Mario Giacomelli, Primo Maggio al fiume

Non si arresta il percorso che punta a rendere Senigallia una destinazione di assoluto riferimento per gli appassionati di fotografia. Sulla scia delle grandi mostre ospitate nella città in provincia di Ancona negli anni scorsi, tra cui le monografiche di Robert Doisneau e di Aleksandr Rodčenko, fino al 2 giugno prossimo due sedi diverse accolgono altrettanti progetti espositivi.
Entrambe sono comprese nel progetto C’era una volta la fotografia – con la curatela di Serge Plantureux con la collaborazione di Francesca Bonetti, il sostegno della Regione Marche e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi – che intende porsi come anteprima della Biennale di Fotografia, che debutterà nel 2020.

A Palazzo del Duca si può visitare Cavalli Ferroni Giacomelli. Scatti inediti dagli archivi di Senigallia, mostra che ricostruisce la storia del “sodalizio artistico” di Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e Mario Giacomelli. Insieme diedero vita a quel “laboratorio senigalliese” che ha rivestito un ruolo di primo piano nel dibattito teorico che si è svolto in Italia intorno alle funzioni e alle estetiche della fotografia.
Concepita come “una vera e propria wunderkammer” è invece la mostra allestita a Palazzetto Baviera, dal titolo Piccoli tesori dell’800. Marubbi, Naretti, Callotipi, Dagherrotipi e variazioni. Stampe d’epoca, dagherrotipi e altri documenti rari conducono i visitatori alla scoperta di usi, costumi e modi di vivere della società del secondo Ottocento, senza trascurare la passione per il mondo esotico tipica di quell’epoca.

[Immagine in apertura: Mario Giacomelli, Primo Maggio al fiume Misa, Primo Maggio 1960. Stampa d’epoca alla gelatina sali d’argento, 150×350 mm]