Il tema del femminicidio nell’ultima opera di PixelPancho, a Torino

7 maggio 2019

PixelPancho Quadrato Torino street art violenza sulle donne

Nella mia città natale, ho realizzato ‘Eaten by feelings’. Nell’ultimo mese sono stato in Italia dove ho sentito parlare di molte violenze sulle donne. Sento succedere troppi episodi di razzismo nei confronti di persone che sfuggono dalla miseria, cercando nella nostra società un futuro migliore. Trovo sia importante dare voce a chi, come i più deboli, soffre queste discriminazioni. Il mio lavoro è dedicato a chi soffre questi orrori. Mi batterò sempre per un mondo migliore“.
Con questa dichiarazione lo street artist PixelPancho ha raccontato la genesi dell’opera che ha recentemente ultimato nel cortile di Via delle Orfane 18, nel cuore del Quadrilatero di Torino.

Commissionata dal Gruppo Building, Eaten by feelings affronta un tema di grande attualità, non solo in Italia, ricorrendo alle peculiari modalità espressive sviluppate dell’artista. L’intervento è stata infatti realizzato seguendo i dettami del filone che l’artista ha definito Mother Nature.
Nel mese di giugno l’opera sarà inclusa tra le tappe del circuito OpenHouse, il format che consente di visitare case, palazzi, luoghi privati abitualmente non accessibili nell’arco di un weekend.
Pixel Pancho, che negli anni ha dato vita con i suoi lavori a un universo surreale, popolato di obot ammaccati, decadenti e rotti a terra, nella corte di Quadrato ha voluto inserire un volto femminile dall’anima robotica: la natura ne ricopre i lineamenti, con un mix di fiori e foglie, mostrando agli osservatori solo uno dei due occhi.

Con all’attivo opere sui muri di edifici abbandonati di diverse città in Europa, Stati Uniti, Sud America, Nord Africa e Oceania e mostre in tutto il mondo, PixelPancho si sta attualmente dedicando a studiare le potenzialità di bio-sculture, in grado di produrre energia, e bio-installazioni in zone di carenza d’acqua, oltre che sull’utilizzo di materiali eco-bio-compatibili.