La ricetta dell’universalismo: Rodolfo Viola incontra lo chef Alessandro Borghese

5 maggio 2019

Rodolfo Viola_ senza titolo

A partire dall’8 maggio prossimo, varcando la soglia del ristorante milanese dello chef Alessandro Borghese, sarà possibile immergersi in una “dimensione multisensoriale” che consentirà di “accogliere il bello e il buono della nostra vita“. Fino al 28 luglio, infatti, la prestigiosa location AB – il lusso della semplicità proporrà il singolare incontro tra i sapori del popolare chef e l’arte di Rodolfo Viola.

Classe 1937, il pittore originario di Milano ha all’attivo 60 anni di attività artistica ed è noto per essere il “padre” del Manifesto dell’Universalismo. Il Maestro lo scrisse nella sua città natale nel 1974, insieme a Peter Maag e Franco Zeffirelli, alla scopo di incoraggiare verso un “positivo ritorno alla comprensibilità delle espressioni creative“: un invito esteso a tutti gli artisti, per tornare “al vedere e al sentire universale oltre ogni disputa filosofica“.
Tra i soggetti che hanno scelto di accogliere e recepire il messaggio Universalista, il Comune di Montecatini può essere considerato il “primo promotore”: qui è stato istituito il Museo dell’Universalismo, attualmente denominato MO. C. A. Montecatini Contemporary Art. Nel 2007 è stata istituita la Fondazione Rodolfo Viola, attiva nella realizzazione di iniziative sviluppate in coerenza con il Manifesto dell’Universalismo, votate a incentivare le collaborazioni con Maestri d’arte di varie discipline. Negli anni, tra le iniziative messe a punto, rientrano le collaborazioni con il maestro Bruno Canino – Musica e pittura: un concerto all’unisono di invisibile armonia – con la Fondazione Franco Albini – Albini/Viola: L’invisibile forma delle idee – e con lo scrittore Gianluigi Ricuperati – Quando la mia vita è diventata Viola.