Le sculture di Louise Bourgeois “invadono” i giardini del Rijksmuseum

26 maggio 2019

Louise Bourgeois 'Spider' 1996, Easton Foundation. Photo: Antoine van Kaam © The Easton Foundation/Pictoright, Amsterdam

Come “un diario intimo di temi ricorrenti nella vita e nell’opera dell’artista“, ma eccezionalmente “consultabile” sul manto verde dei giardini del Rijksmuseum, ad Amsterdam. Con Louise Bourgeois in the Rijksmuseum Gardens, l’istituzione olandese accoglie le poetiche e toccanti opere di una delle più note artiste del XX secolo, nata e cresciuta a Parigi, successivamente emigrata negli Stati Uniti.
A partire dal 25 maggio, 12 sue sculture saranno visibili – gratuitamente – negli spazi all’aperto del museo. La selezione include lavori realizzati nell’arco di mezzo secolo di attività, offrendo ai visitatori l’opportunità di penetrare in profondità nella carriera di un’autrice che ha restituito con pienezza i sentimenti, i tormenti e i pensieri della sua vita attraverso la scultura.

La maternità, il corpo, i legami affettivi, la paura, la memoria, l’infanzia sono temi ricorrenti in tutto il lavoro di Bourgeois, nota a livello internazionale anche le gigantesche sculture raffiguranti ragni.
Celeberrime le monumentali opere Spider (1996), Spider Couple (2003) e Crouching Spider (2003), da considerare come omaggi a sua madre e alla sua attitudine protettiva. Cariche di riferimenti al suo passato sono anche altre sculture: realizzata in alluminio lucido, Untitled del 2004 evoca ad esempio l’abitudine del padre dell’artista di riporre le sedie nella soffitta della loro casa, appendendole alle travi del tetto.

Resa possibile grazie a PON, Art Mentor Foundation di Lucerna, Fondazione Easton, Louise Bourgeois Trust e RijksClub, la mostra è compresa nel ciclo espositivo en plein air dei Rijksmuseum Gardens.
Prima di Louise Bourgeois, questi stessi spazi hanno accolto le opere di Henry Moore (2013), Alexander Calder (2014), Joan Miró (2015), Giuseppe Penone (2016), Jean Dubuffet (2017) ed Eduardo Chillida (2018). Bourgeois è dunque la prima donna protagonista di tale progetto, la cui curatela è stata affidata ad Alfred Pacquement, ex direttore del Centre Pompidou. A lui si deve anche il catalogo che accompagna la mostra, pubblicato in un’edizione in lingua inglese e olandese e prossimamente disponibile anche sul sito ufficiale del museo.
Louise Bourgeois in the Rijksmuseum Gardens sarà visitabile fino al 3 novembre prossimo.

[Immagine in apertura: Louise Bourgeois, Spider, 1996, Easton Foundation. Photo: Antoine van Kaam © The Easton Foundation/Pictoright, Amsterdam]


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