OpenWalls Arles 2019: svelate le 50 fotografie finaliste

22 maggio 2019

© Frederic Aranda, OpenWalls Arles 2019 Shortlist

Anche Genevieve Fussell del New Yorker, Vignes Balasingam di OBSCURA Festival e Julia de Bierre della Galerie Huit Arles hanno formato la giuria di esperti incaricati di selezionare le 50 immagini finaliste del concorso OpenWalls Arles, associato quest’anno al tema Home & Away.

Il prestigioso riconoscimento è legato a uno degli eventi di punta del settore fotografico su scala internazionale, ovvero l’annuale Les Rencontres d’Arles, che quest’anno taglia il traguardo della 50esima edizione. In quell’occasione, le fotografie scelte saranno esposte in una mostra collettiva allestita alla Galerie Huit Arles, nel cuore di Arles, dal 1° luglio al 1° agosto prossimi.
Il vincitore assoluto sarà indicato all’inizio del mese di luglio, in concomitanza con l’apertura dell’esposizione: a contendersi il premio sono i tre finalisti Gregory Michenaud, Louise Hagger e Urszula Tarasiewicz. Nel complesso, dalle immagini pervenute emerge “un senso di appartenenza, evasione e identità“.

Pilgrims coming back to their ancestors homeland, con la quale concorre il fotografo polacco Michenaud, è stata scattata a Leżajsk, nel sud-est della Polonia, un’importante meta di pellegrinaggio per la comunità ebraica. La foto fa parte di un progetto, ancora in corso, sull’identità ebraica, che ruota attorno a un’antica tradizione denominata Yibbum; il progetto affronta temi come la religione, i valori familiari, la storia e il senso di attaccamento alla terra.
Con la serie Ogrodowa/Garden Street Project, l’artista polacca Urszula Tarasiewicz ha documentato le condizioni degli appartamenti del primo complesso residenziale per lavoratori realizzato nel 1880 nella città industriale di Lodz, all’indomani degli sfratti. Centocinquanta famiglie hanno lasciato l’edificio e le stanze nelle quali si è compiuta parte della loro esistenza “stordiscono con la loro spietatezza, la loro freddezza, con gli abitanti visibilmente assenti“, ha raccontato Tarasiewicz.
A Louise Hagger, dal Regno Unito, si deve invece A Carp in the Tub – Chicken, un lavoro che analizza la dimensione domestica a partire dal cibo.

[Immagine in apertura: © Frederic Aranda, OpenWalls Arles 2019 Shortlist]