Il documentario sulla storia del punk newyorkese conquista il Biografilm Festival

17 giugno 2019

At the Matinée, regia di Giangiacomo De Stefano

La scena punk newyorkese, le sue origini e i suoi sviluppi sono i protagonisti assoluti di At the Matinée, la serie di interviste firmate da Giangiacomo De Stefano, regista impegnato nel suo recente documentario – prossimamente in onda su Sky Arte – in una ricognizione del punk hardcore, uno dei generi musicali più rivoluzionari dell’epoca recente, nato in California come reazione alla scena britannica e poi diffusosi in tutti gli Stati Uniti con un particolare radicamento proprio in aree “ai margini” della Grande Mela.

Proprio la pellicola di De Stefano ha conquistato il premio del pubblico alla 15esima edizione del Biografilm Festival di Bologna, che anche quest’anno ha intrattenuto gli spettatori con un denso calendario di proiezioni incentrate sul tema della biografia, come sottolineato dal claim legato al titolo della kermesse, International Celebration of Lives.

At the Matinée getta uno sguardo a posteriori su ciò che resta del panorama punk d’oltreoceano, approfondendone la storia attraverso le parole di chi ha contribuito a scriverne i capitoli, sullo sfondo del Lower East Side a New York, negli anni Ottanta. Una vicenda fatta di concerti domenicali in orari diurni – i matinée, appunto – tutt’altro che “accomodanti”; una storia di sudore, lividi e scomode verità, conclusasi con le gentrificazione dei quartieri underground della Grande Mela e con l’inevitabile indebolimento di un genere figlio di una società operaia e decifrabile in tutta la sua complessità soltanto dagli appartenenti alla comunità in cui è nato; una musica, tuttavia, che conserva la memoria della sua portata dirompente.

Oggi, non solo il Lower East Side, ma tutta Manhattan ha subito una completa trasformazione. Ora è meno pericolosa, e forse anche meno interessante.
Ritornare nei luoghi in cui si tenevano i matinée per incontrare i suoi protagonisti e riscoprire un mondo scomparso e dimenticato che un tempo era tanto influente e stimolante quanto la scena rap contemporanea, significa raccontare la storia di New York, la sua creatività e le sue affascinanti contraddizioni“, commenta giustamente il regista Giangiacomo De Stefano.