Il tempio “inclusivo” di Hariri Pontarini Architects in Cile

9 giugno 2019

Hariri Pontarini Architects, Bahá’í Temple of South America, Temple with Reflecting Pool and Visitors Photo credit: doublespace photography

Con il progetto Bahá’í Temple of South America, realizzato in Cile, lo studio di architettura Hariri Pontarini Architects è stato selezionato per l’edizione 2019 del The Royal Architectural Institute of Canada (RAIC) International Prize. Si tratta del primo studio canadese a essere inserito nella shortlist del prestigioso riconoscimento, che sarà assegnato a Toronto il prossimo 25 ottobre. Considerato dalla giuria “senza tempo e stimolante, un edificio che usa il linguaggio di spazio e luce, forma e materiali, per esprimere un’interpretazione della filosofia e dell’insegnamento bahá’í“, nonché in grado di favorire “un’esperienza spirituale ed emotiva condivisa“, il tempio è stato commissionato dalla Bahá‘í House of Justice.

Eretto all’estremità della città di Santiago del Cile, in posizione panoramica, nasce dalla convinzione che nonostante le fratture del nostro tempo, gli uomini continuino a desiderare di ritrovarsi e di essere uniti anche nel Ventunesimo secolo.
Una premessa concettuale che i progettisti hanno tradotto in una struttura circolare composta da nove ali o petali, in grado di “prendere vita attraverso la luce“. Oltre a subire un’evoluzione procedendo verso l’alto, fino a congiungersi nell’oculo centrale in copertura, questi sinuosi elementi rendono infatti possibile l’ingresso della luce naturale nella grande sala del tempio da tutti i lati. A separarli sono una serie di vetrate, che definiscono anche ben nove ingressi.

Lo spirito di inclusione e di aggregazione che ha ispirato il processo edificatorio viene ribadito negli arredi, come suggeriscono le panche in legno dall’andamento arcuato dell’aula centrale.
Nel tempio, infine, tra gli altri ambienti, i progettisti hanno previsto anche degli spazi più riservati, nel mezzanino, destinati a coloro che sono alla ricerca della solitudine, ma non intendono rinunciare al contatto visivo con la comunità sottostante.

[Immagine in apertura: Hariri Pontarini Architects, Bahá’í Temple of South America, Temple with Reflecting Pool and Visitors. Photo credit: doublespace photography]