Alberi e rovine come monumenti, negli scatti di Irene Kung

9 giugno 2019

Irene Kung, Manchurian Pine e New Museum

C’è tempo fino al 28 luglio per visitare la mostra allestita nella project room di CAMERA ‒ Centro Italiano per la Fotografia, a Torino, e dedicata ai Monumenti di Irene Kung. Originaria di Berna, classe 1958, Irene Kung ha tratto spunto dalla sua formazione pittorica per dare vita a una serie di scatti nei quali gli elementi che compongono il paesaggio, al netto degli interventi umani, diventano monumenti contemporanei.

Alberi, antiche rovine e architetture sono i soggetti privilegiati dalla Kung, che li lascia emergere da una oscurità nella quale è evidente il richiamo ai dettami pittorici rinascimentali. Da circa un decennio, la fotografia per Kung è uno strumento nel quale convergono gesto, emotività, istinto e anche una riflessione sugli effetti generati dall’attività umana sul paesaggio.

Inquietudine e sofferenza emergono dagli scatti onirici di Kung, che così descrive il proprio lavoro: un “tentativo di generare un nuovo significato a partire dalle percezioni di un’esperienza emotiva, è un’astrazione che mi conduce dalle zone più in ombra alla dimensione meditativa, fino agli spazi inconsci dell’anima”.

[Immagine in apertura: Irene Kung, Manchurian Pine e New Museum]


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