L’arte allo specchio: una storia di immagini e riflessi, a Zurigo

28 giugno 2019

Woman in Mirror. Paul Delvaux (1897–1994), 1936 Oil on canvas, 71 x 91.5 cm Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid, Inv.-Nr. 520 (1972.9) © Estate of Paul Delvaux / 2019, ProLitteris, Zurich

Unisce storia, arte e una profonda meditazione sull’identità dell’essere umano, la mostra Specchio – Il riflesso dell’io, allestita fino al 22 settembre negli ambienti del Museum Rietberg, a Zurigo. Oggetto plurimillenario, lo specchio è indagato nei suoi molteplici aspetti, combinando approfondimenti sulle tecniche di realizzazione, dialoghi tra aree geografiche ed epoche diverse e manufatti artistici antichi e attuali.

La rassegna zurighese riunisce ben 220 opere provenienti da 95 musei internazionali, offrendo una suggestiva passeggiata fra esemplari di superfici specchianti che risalgono a 4mila anni fa – basti pensare all’esemplare egizio in bronzo commissionato da un padre per la figlia allo scopo, come si evince dalla preziosa iscrizione, di osservare il proprio volto ‒ e altre che provengono dall’antica Grecia, dall’Etruria, dalla Cina, dall’India, dal Giappone, in linea con lo spirito del museo, unica istituzione svizzera dedicata all’arte non europea.

Alla dettagliata sezione che ripercorre la storia dello specchio se ne affiancano altre, che ne prendono in esame le peculiarità. Il riferimento a Narciso è d’obbligo e apre la strada a una riflessione sul riconoscimento di sé e sulla questione dell’autoritratto, ben chiarita dal corpus di scatti che anima una delle sale – autoritratti al femminile che attraversano l’epopea del medium fotografico, da Cindy Sherman a Vivian Maier, da Francesca Woodman a Ilse Bing.

Veicolo di saggezza e vanità, lo specchio esplicita la sua anima duplice anche nella dimensione rituale, in cui assume la valenza di simbolo magico di protezione e difesa, nonché elemento ricorrente nelle diverse dottrine religiose. Lo specchio, inoltre, diventa accesso verso mondi altri e misteriosi, come suggerito da Carroll nel suo Through The Looking Glass, e “oggetto di bellezza”, collegato perlopiù all’universo femminile.

[Immagine in apertura: Woman in Mirror. Paul Delvaux (1897–1994), 1936, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid, Inv.-Nr. 520 (1972.9) © Estate of Paul Delvaux / 2019, ProLitteris, Zurich]


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