A Berlino, il giardino come metafora del mondo contemporaneo

24 luglio 2019

Hicham Berrada, “Mesk-ellil”, 2015 Installation, ensemble of 7 stained glass terrariums, cestrum nocturnum, horticultural lighting, moonlight lighting, delay Exhibition view "Paysages a circadiens", kamel mennour, Paris, 2015 Collection macLyon Hicham Berrada, Photo: archives kamel mennour, courtesy the artist and kamel mennour, Paris / London

Ci sono anche opere di John Cage, Yayoi Kusama e Pipilotti Rist, tra i lavori scelti dalle curatrici Stephanie Rosenthal e Clara Meister in occasione della mostra Garden of Earthly Delights. Al via il 26 luglio, negli spazi del Martin Gropius Bau, a Berlino, la rassegna riunisce oltre 20 artisti internazionali ed esplora il tema del giardino “come metafora dello stato del mondo“, introducendo una chiave di lettura del complesso panorama contemporaneo.

A differenza degli autori del passato, infatti, che per secoli hanno individuato nel giardino un luogo di ispirazione o di riflessione critica, nei decenni più recenti si assiste a un mutato approccio nei confronti di questo luogo. I radicali cambiamenti climatici, i flussi migratori, i lasciti del colonialismo e altre questioni di estrema rilevanza sociale hanno introdotto l’idea del giardino come un luogo paradisiaco, ma anche di esilio.
Tale dualità è esplorata nel percorso espositivo, che accanto a una “lettura classica” del giardino, come luogo appartato e circoscritto, nel quale coltivare possibilità meditative, spirituali e filosofiche, propone un’analisi più ampia e articolata.

Le opere esposte, rappresentative di una pluralità di media che include installazione, performance, film e suono, dipinti, fotografia, disegno e scultura, ne rivelano dualità e contraddizioni, interpretandolo come “una soglia tra realtà e fantasia, utopia e distopia, armonia e caos, eros e perversione, naturalezza e artificialità, tra l’essere esclusi e l’essere inclusi“.
Tra gli esempi salienti si segnalano il video in cui Pipilotti Rist invita i visitatori a perdersi in una visione paradisiaca del giardino pieno di colori e suoni d’atmosfera, nonché il lavoro che dà il titolo alla mostra creato tra il 1535 e il 1550 dalla scuola di Hieronymus Bosch: quest’ultimo è stato collocato all’inizio del percorso, allo scopo di introdurre i visitatori alle contraddizioni interne al tema proposto.

[Immagine in apertura: Hicham Berrada, Mesk-ellil, 2015. Photo: archives kamel mennour, courtesy the artist and kamel mennour, Paris / London]