A Londra si accendono le prime installazioni luminose sul Tamigi

18 luglio 2019

londra illuminated river

A pochi giorni dalla clamorosa decisione del Sindaco di Londra, Sadiq Khan, di negare il permesso per la costruzione di The Tulip, la torre panoramica progettata dallo studio Foster + Partners, su incarico del gruppo immobiliare J. Safra Group, a “venire alla luce” – è proprio il caso di dirlo! – nella capitale inglese è l’atteso progetto di arte pubblica Illuminated River.
In seguito al concorso, bandito dall’amministrazione comunale londinese nel 2016, e all’aggiudicazione dell’incarico da parte del team formato dall’artista americano Leo Villareal e dallo studio di architettura britannico Lifschutz Davidson Sandiland, sono pronti i primi quattro dei 15 ponti sul Tamigi che cambieranno progressivamente la propria “identità luminosa”. Al calare delle luci della sera del 17 luglio scorso, la prima fase dell’articolata commissione di arte pubblica, destinata a cambiare il volto notturno della città di Londra, è entrata nel vivo.

Esito di una collaborazione senza precedenti nella storia della capitale, alla quale prendono parte più di 50 soggetti, tra autorità locali e partner, Illuminated River intende porsi come “simbolo della creatività, dell’ambizione e dello spirito di Londra“, incoraggiando un maggior numero di persone a godere della presenza del fiume anche dopo il tramonto. Secondo le stime, le opere d’arte progettate per questi primi quattro ponti – London, Cannon Street, Southwark (in apertura, photo by James Newton) e Millennium – saranno viste oltre 60 milioni di volte all’anno, tra londinesi e turisti. L’intervento di Villareal sostituisce i precedenti impianti di illuminazione, considerati obsoleti e inefficienti, fornendo una soluzione sostenibile e a lungo termine per l’illuminazione del Tamigi, in particolare ricorrendo a luci a LED.
Il prossimo traguardo è fissato entro l’autunno 2020; la seconda fase includerà i ponti Blackfriars Road, Waterloo, Golden Jubilee Footbridges, Westminster e Lambeth.