Essere artista, secondo Jörg Immendorff

23 luglio 2019

Jörg Immendorff “Untitled”, 2006 Oil on canvas 63 x 59 inches 160 x 150 cm JI 1173 © The Estate of The Artist. Courtesy Michael Werner Gallery, New York, London, and Märkisch Wilmersdorf

Come si rappresenta l’artista all’interno di un’opera? Muove da questo interrogativo la ricerca pittorica di Jörg Immendorff, protagonista della mostra allestita fino al 24 novembre tra le sale della Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Evento Collaterale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Jörg Immendorff: Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die, a cura di Francesco Bonami, mette in luce il carattere rivoluzionario dell’opera di Jörg Immendorff, in un’epoca altrettanto “movimentata”.

L’intera riflessione del pittore tedesco può essere considerata una indagine sul ruolo dell’artista nell’arco di un momento storico epocale, quello del secondo dopoguerra. Allievo dell’Accademia d’Arte di Düsseldorf, Immendorff fu un brillante studente di Joseph Beuys. Ben presto, però, scelse di ribellarsi alla “autorità” del Maestro, superando questo scoglio grazie alla rappresentazione pittorica.

La pittura diventa così il mezzo per veicolare e approfondire i temi dell’autoanalisi e dell’emancipazione, ricorrenti nella poetica di Immendorff, ritenuto – non a caso – uno degli artisti più controversi del panorama creativo recente.

[Immagine in apertura: Jörg Immendorff, Untitled, dettaglio, 2006 © The Estate of The Artist. Courtesy Michael Werner Gallery, New York, London, and Märkisch Wilmersdorf]