L’arte di Orazio Gentileschi, nel segno di Caravaggio

29 luglio 2019

Orazio Gentileschi, Madonna del Rosario, dettaglio, 1613-1617, Pinacoteca civica 'B.Molajoli', Fabriano

Si intitola La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento, la mostra allestita dal 2 agosto all’8 dicembre presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano. Un viaggio alla scoperta di un artista attivo sul territorio marchigiano nel secondo decennio del Seicento e profondamente influenzato dalla lezione caravaggesca.

Sono numerose, infatti, le opere realizzate da Gentileschi nelle Marche: basti pensare alla Circoncisione, dipinta ad Ancona fra il 1606 e il 1607; alla Vergine del Rosario, custodita oggi nella Pinacoteca Civica; alla Visione di Santa Francesca romana, presente nella raccolta della Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino; ancora, alla Maddalena per l’Università dei Cartai, opera chiave nel confronto tra Gentileschi, Guerrieri e molte altre personalità locali.

Anche i capolavori conservati nella Cattedrale di San Venanzio, come la Crocefissione, e nella Chiesa di San Benedetto rientrano nel percorso espositivo e sottolineano la conversione dell’artista allo stile caravaggesco, generando un legame tra il Merisi e le Marche, dove non sono conservate opere del Maestro.

La rassegna, puntando lo sguardo sulla influenza esercitata da Caravaggio nei confronti degli artisti marchigiani, mette in luce la straordinaria poetica di alcuni di loro.
Oltre a Gentileschi, infatti, la mostra dà spazio all’indagine pittorica di Giovanni Baglione, Alessandro Turchi, Valentin de Boulogne, Bartolomeo Manfredi, Antiveduto Gramatica, Giovanni Serodine, Angelo Caroselli e Carlo Bononi.
Un racconto a più voci, tutte però nel solco di Caravaggio.

[Immagine in apertura: Orazio Gentileschi, Madonna del Rosario, dettaglio, 1613-1617, Pinacoteca civica ‘B.Molajoli’, Fabriano]