A Oxford una mostra svela tutti i segreti di Pompei

24 luglio 2019

Natura morta con galletto che becca fichi, pere e melograni, 45-79 d.C., Casa dei Casti Amanti, Pompei, Parco Archeologico di Pompei

Fino al 12 gennaio, i riflettori dell’Ashmolean Museum di Oxford sono puntati su Pompei. Merito della mostra Last supper in Pompeii, allestita con il supporto di Intesa Sanpaolo e incentrata sullo stile di vita condotto dagli abitanti della città fino al momento della terribile eruzione che, nel 79 d.C., la inghiottì seppellendola sotto la cenere.

E fu proprio la cenere a cristallizzare attività e oggetti, insieme ai corpi che, sino a poche ore prima del cataclisma, abitavano l’ormai leggendaria Pompei. I circa 300 reperti esposti a Oxford descrivono nel dettaglio le abitudini alimentari dell’epoca, complice il ritrovamento di utensili da cucina e anche di residui di cibo carbonizzati, giunti così fino a noi.

La rassegna approfondisce anche le influenze esercitate dalle altre culture sullo stile di vita dei romani, che seppero assorbire usi e costumi dei popoli mediterranei con cui entrarono in contatto. A loro volta alimenti come olive e frutti di mare iniziarono a essere conosciuti ben oltre i confini nostrani, a riprova della grande attenzione riservata alla sfera del cibo fin dalle epoche più antiche.

[Immagine in apertura: Natura morta con galletto che becca fichi, pere e melograni, 45-79 d.C., Casa dei Casti Amanti, Pompei, Parco Archeologico di Pompei]


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