Gordon Matta-Clark inedito, al CCA di Montréal

20 agosto 2019


Un artista prestato all’architettura, o un architetto travestito d’artista. Comunque la si voglia mettere, Gordon Matta-Clark è stata una figura dirompente che, nei pochi anni di attività – è scomparso a soli 35 anni per un tumore al pancreas, nel 1978 – fu in grado di introdurre un’ottica inedita nell’architettura, ponendo l’attenzione sugli aspetti più critici e contraddittori della disciplina.

Sulla sua attività vuole far luce oggi il Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montréal, con un progetto complesso, dal titolo Out of the Box. Si tratta di una serie di tre appuntamenti per esaminare la ricerca di Gordon Matta-Clark, traendo vantaggio, in particolare, dalla folta collezione di scritti, foto, video e lettere di proprietà dell’istituzione canadese. Ognuna delle tre mostre previste è finalizzata all’analisi di un aspetto specifico del pensiero dell’autore, indagato, di volta in volta, da un curatore contemporaneo chiamato a confrontarsi con la collezione del CCA.

La prima delle tre fasi è già in corso presso la sede canadese. Si tratta di Material Thinking, un progetto curato da Yann Chateigné – scrittore e docente alla Geneva School of Art and Design. Aperta fino all’8 settembre, la mostra mette sotto la lente di ingrandimento appunti, lettere e documenti dell’artista e architetto newyorkese, esplorando l’ampia galassia di interessi nascosti dietro la sua indagine critica e visiva: dall’antropologia alla magia; dalle scienze cognitive all’ecologia. Un universo di passioni spesso distanti dal campo dell’architettura, ma che pure hanno contribuito a definire il pensiero critico di Matta-Clark. A questa prima tappa espositiva seguiranno quelle dei curatori Hila Peleg e Kitty Scott, per un programma che si protrarrà fino al 2020.

[Immagine in apertura: Gordon Matta-Clark in Sag Harbor, New York, 1976–1977. Canadian Centre for Architecture Collection, gift of Estate of Gordon Matta-Clark. © Estate of Gordon Matta-Clark]