Antonio Canova in mostra nella “capitale del marmo”

2 agosto 2019


Il nome della città di Carrara è stato sempre, ineluttabilmente, legato a quello di Canova. È così da quando lo scultore nato a Possagno nel 1757 decise che “quel” marmo doveva essere l’unico materiale per le sue opere. Un connubio felice, rimasto impresso nei secoli, e che viene ricordato oggi dalla mostra Canova. Il viaggio a Carrara, un’occasione per conoscere il percorso dell’artista e il suo legame con la città toscana.

Visitabile fino al 10 giugno 2020, l’esposizione, allestita presso le sale del CARMI ‒ Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti e curata da Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, presenta cinque gessi originali disposti all’interno delle varie sezioni, ognuna delle quali dedicata a un aspetto particolare della vita e dell’opera del Canova.

Tra le opere esposte la Maddalena giacente, da poco restaurata dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, che celebra quest’anno il 250esimo anniversario della sua fondazione, e la Venere italica. Uno sforzo espositivo di prestigio e dal forte carattere scientifico, arricchito dalle descrizioni dettagliate sui soggetti rappresentati e sulla genesi creativa delle singole opere.

Ad arricchire l’itinerario una serie di lettere e carteggi inediti, oltre a un’installazione multimediale dedicata all’esplorazione dell’intera vicenda canoviana, narrata al pubblico dalla voce di Adriano Giannini e dalle musiche di Giovanni Sollima.

[Immagine in apertura: Antonio Canova, Venere e Adone, calco in gesso, 1789-1794, Accademia di Belle Arti di Carrara, photo Michele Ambrogi]