Da Miami a Instagram, la mostra sul rapporto tra arte e web

5 agosto 2019


Se gran parte degli artisti utilizza Instagram come un portfolio pubblico nel quale promuovere la propria ricerca a caccia di like, tanto vale far diventare il social network una “vera e propria” galleria. Ci ha pensato il Bass Museum of Art di Miami, che proprio su Instagram ha da poco aperto uno “spazio satellite”, The Bass2. Un luogo espositivo sui generis che accompagnerà in parallelo le attività dello spazio “fisico” del museo, proponendo eventi in esclusiva per gli utenti del social network. Si comincia con Joyous Dystopia, la prima mostra, tutta online.

Inaugurata il 31 luglio (giorno del primo post), Joyous Dystopia ospita le opere di Bob Bicknell-Knight, Jeremy Couillard, Keren Cytter, Elliot Dodd, Anaïs Duplan, Rosie McGinn, Eva Papamargariti e Scott Reeder. Ognuno degli artisti sarà proposto al pubblico settimanalmente, con una presentazione di opere postate nell’arco delle otto settimane di durata della mostra online, sull’account @TheBassSquared.

Organizzata da David Gryn, fondatore di Daata Editions, la singolare rassegna indaga il modo in cui gli artisti si relazionano alla Rete, senza nascondere le complessità di un contatto, quello tra arte e new media, ancora tutto da esplorare.

[Immagine in apertura: Jeremy Couillard, Self Portrait As a Dingus (still from video work), 2019, courtesy of the artist and Daata Editions]