La street art si mette in mostra a New York

26 agosto 2019


Della street art si parla ormai da un po’ con gli stessi, soliti, punti interrogativi: è arte o no? E quanto c’è di autentico in un movimento partito dalla strada e arrivato a conquistare le istituzioni culturali più prestigiose al mondo? Tenta una panoramica esaustiva su questo genere artistico la mostra Beyond the Streets, in corso a New York fino al prossimo 29 settembre.

Curata da Roger Gastman e allestita all’interno di un enorme palazzo nel quartiere di Williamsburg, a Brooklyn, la poderosa rassegna traccia un percorso storiografico fra gli stili e le tendenze che hanno attraversato l’arte di strada, a partire dagli esordi underground del movimento per arrivare ai suoi più recenti sviluppi museali. Evoluzioni e contraddizioni della street art, insomma, abbracciate in una retrospettiva che copre quasi cinquant’anni di storia grazie alle opere di 150 artisti.

La mostra arriva a New York dopo la sua prima tappa a Los Angeles, dalla quale però si differenzia per dimensioni e approfondimenti. A essere esposti sono i grandi nomi di questa corrente artistica: a partire da Taki 183, con i suoi primi tag sui pali della luce di Manhattan negli anni Settanta, fino ai vagoni disegnati dal “king” dei graffiti Blade. A loro risponde una generazione di artisti anni Ottanta, che pure partirono da quel sottosuolo urbano ma che presto arrivarono sulla vetta del mercato mondiale: su tutti, Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, entrambi presenti in mostra – il primo con una serie di disegni, l’altro con i celebri chiodi di pelle decorati. E poi ancora le provocazioni delle Guerrilla Girls, l’installazione video di Invader, le copertine degli album dei Beastie Boys, fino agli sticker di Shepard Fairey – la mente creativa dietro al brand Obey.

Divisa in capitoli tematici, Beyond the Streets è senza dubbio un’operazione coraggiosa, che tenta, in maniera per certi versi inedita, la storicizzazione di una delle più imponenti tendenze dell’arte contemporanea. Un movimento che, nonostante le sue contraddizioni, è ancora lì, a colorare i muri delle nostre città, facendo parlare di sé.

[Immagine in apertura: Beyond the Streets, exhibition view at 25 Kent Avenue, New York 2019, Kenny Scharf, via Artribune]