Due volte William Kentridge: doppia mostra a Cape Town

23 agosto 2019


Chi si sarà trovato a passare lungo la banchina del Tevere a Roma non avrà potuto fare a meno di notare il suo mastodontico murale pitturato nei 500 metri tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini: una “processione” di immagini che raccontano fasti e miserie, glorie e sconfitte della storia capitolina. Autore dell’opera è William Kentridge, disegnatore, scultore, regista e artista tra i più solidi e influenti del nostro tempo.

Nato in Sudafrica nel 1955, questo “peso massimo” dell’arte contemporanea torna oggi nella sua terra, con un progetto da pelle d’oca: due coraggiose retrospettive, in due differenti istituzioni museali di Cape Town. Una rassegna espositiva unica, sebbene viaggi su due binari, con l’obiettivo di indagare in maniera ampia e approfondita la lunga carriera di questo instancabile artista. Why should I hesitate – questo il titolo del progetto – sarà visitabile dal 24 agosto al 23 marzo 2020 contemporaneamente negli spazi del nuovo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa e in quelli della Norval Foundation di Cape Town.

Nel primo spazio, la mostra si concerterà sul disegno, principale campo d’azione di Kentridge. Curato da Azu Nwagbogu, Why Should I Hesitate: Putting Drawings to Work proporrà una massiccia selezione di opere passate e recenti, analizzando quattro decenni di carriera, dal 1979 al 2019. Carte, incisioni, frammenti video e installazioni di grande formato riempiranno le sale dello Zeitz Museum di Cape Town, ripercorrendo gli stili e i temi socio-politici che più hanno caratterizzato la ricerca dell’artista sudafricano, dagli esordi a oggi.

Dai disegni si passerà poi alle sculture, col secondo appuntamento espositivo curato da Karel Nel, Owen Martin, Talia Naicker e Vicky Lekone alla Norval Foundation. In questo caso, ad essere indagati saranno i risultati “tridimensionali” della ricerca di William Kentridge. Why Should I Hesitate: Sculpture si presenta infatti come la prima personale interamente dedicata alle sue sculture. In mostra, opere selezionate in quasi un ventennio di attività, capaci di rivelare una costante tensione tra la solidità dei materiali e la spontaneità del gesto. Nel complesso due appuntamenti mozzafiato, diversi ma complementari, che avranno l’obiettivo di far luce sulla lunga carriera di uno degli autori più ammirati e studiati del nostro tempo.

[Immagine in apertura: William Kentridge in his studio with the plaster versions of Cape Silver, 2019 (left) and Open, 2019 (centre). Photo Stella Olivie]


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