Il documentario su Francesco Rosi premiato a Venezia

7 settembre 2019


Presentato fuori concorso alla 76. Mostra del Cinema di Venezia, il documentario Citizen Rosi ha gettato nuova luce sulla storia di uno dei registi più acclamati nel panorama della settima arte italiana. Protagonista assoluto è Francesco Rosi, le cui vicende animano la pellicola diretta da Didi Gnocchi e dalla figlia Carolina.

Autore di film passati alla Storia come Cristo si è fermato a Eboli e Le mani sulla città, Rosi ha saputo ispirarsi alle vicende di cronaca nostrana per raccontare l’Italia grazie a uno sguardo acuto e disincantato, vero e proprio marchio di riconoscimento della sua regia. Attraverso alcuni spezzoni dei suoi lungometraggi e le testimonianze di personalità del calibro di Giuseppe Tornatore, Marco Tullio Giordana e Gherardo Colombo, il documentario restituisce un ritratto a tutto tondo del regista e della sua poetica.

Un omaggio sentito, dunque, a un caposaldo della cinematografia novecentesca, premiato a Venezia dai Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), che ha conferito a Citizen Rosi il Premio Francesco Pasinetti. Il medesimo riconoscimento è andato a Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone e ai suoi interpreti Francesco Di Leva e Massimiliano Gallo, rispettivamente come miglior film e migliori attori, mentre Valeria Golino – interprete di 5 è il numero perfetto di Igort, Adults in the room di Costa-Gavras e Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores ‒ è stata insignita del Premio Francesco Pasinetti come migliore attrice.