L’arte secondo natura di Giuseppe Penone

11 settembre 2019


Intrecci, connessioni, rimandi regolano e plasmano la relazione tra uomo e natura fin dalle ere più remote, determinando una forma di interdipendenza. La ricerca di Giuseppe Penone indaga e documenta questo complesso rapporto, ricostruendolo secondo una linea temporale “macroscopica e geologica”. A raccontare gli esiti, anche recenti, di tale percorso è Foglie di bronzo / Leaves of Bronze, prima mostra dell’artista italiano a San Francisco.

Originario di Garessio, in provincia di Cuneo, Penone presenta una selezione di opere, prevalentemente in bronzo, pietra e marmo, in grado di attestare la sua peculiare capacità di lavorare. A fare da cornice all’appuntamento è la sede della galleria d’arte Gagosian.

L’artista, che concepisce il tempo come un “agente trasformativo”, presenta tra gli altri i lavori della serie Pensieri di foglie, formata da sculture autoportanti. Si tratta di lavori in cui le tracce della sua mano si “confrontano” con i segni degli agenti atmosferici su piante e minerali. In Respirare l’ombra ‒ foglie di tè l’artista attiva invece un legame diretto tra la respirazione delle piante e l’atto di inspirazione ed espirazione degli uomini, proponendo una coppia di polmoni in bronzo a forma di ramo.

Il percorso della mostra, che resterà aperta dal 12 settembre al 9 novembre prossimo, include anche un gruppo di opera su carta, realizzate tra il 2015 e il 2016, in cui Penone approfondisce le geometrie organiche di Pensieri di foglie, ricorrendo alla tecnica dell’acquarello e utilizzando caffè e matite. Sempre nel segno di una progressiva “sfocatura” della tradizionale distinzione tra forme di vita umana, botanica e minerale.

[Immagine in apertura: Giuseppe Penone, Pensieri di foglie (Thoughts of Leaves), 2017 (detail). Bronze, river stone, 71 5/8 x 77 3/4 x 37 1/4 in 182 x 197.5 x 94.5 cm © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris. Photo: © Archivio Penone. Courtesy the artist and Gagosian]