Il Picasso perduto ricostruito dall’intelligenza artificiale

30 settembre 2019


Dov’è scritto che la tecnologia non possa essere in grado di regalare poesia? Per accorgervene date un’occhiata a questo nuovo progetto, realizzato dai britannici Anthony Bourached e George Cann. I due studiosi hanno infatti riportato alla luce, in collaborazione con il collettivo Oxia Palus, un dipinto nascosto sotto la superficie de Il vecchio chitarrista cieco, l’olio su tavola realizzato da Pablo Picasso nel 1903 nel pieno del suo “periodo blu”.

Rinvenuta per la prima volta nel 1998 grazie ai raggi X, l’immagine nascosta – un nudo di donna in posizione seduta, ribattezzato La Femme Perdue – torna ora sotto i riflettori, con un intervento ancora più sorprendente. Il dipinto, corrotto per sempre nella realtà, è stato infatti ricreato in versione virtuale, attraverso una serie di dati elaborati dall’intelligenza artificiale.

Partendo dai risultati in bianco e nero dell’indagine radiografica del 1998, gli scienziati inglesi hanno ricostruito il dipinto attraverso un complesso sistema di analisi neurale, in grado di riconoscere forme e strati delle immagini. Il tutto è stato poi incrociato con un database di opere dello stesso periodo, per arrivare a un’ipotesi verosimile delle sembianze della donna raffigurata. Un modo, insomma, per “leggere” a posteriori nella mente di Picasso, immaginandone le scelte cromatiche in funzione dello stile adottato in quegli anni. Plausibili o meno, i risultati restano affascinanti: ecco allora che La Femme Perdue ricostruita digitalmente diventa un ulteriore, incredibile punto di contatto tra arte e tecnologia avanzata.

[Immagine in apertura: un dettaglio della cosiddetta Femme Perdue, il dipinto di Pablo Picasso ricostruito con l’ausilio dell’intelligenza artificiale da Anthony Bourached e George Cann, in collaborazione con il collettivo Oxia Palus]


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