Un tuffo nella Firenze ottocentesca. Con Giovanni e Telemaco Signorini

26 settembre 2019


Non era mai accaduto prima d’ora e, con ogni probabilità, non avverrà più in futuro: solo fino al 10 novembre prossimo è possibile accedere ai Saloni del Piano Nobile di Palazzo Antinori, una delle più raffinate dimore del centro storico fiorentino. L’occasione è la mostra La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini, curata da Elisabetta Matteucci e Silvio Balloni e “ispirata” dal ritrovamento di un carteggio inedito fra Telemaco Signorini, il padre Giovanni e il fratello minore Paolo.

Esito della collaborazione tra la famiglia Antinori e l’Istituto Matteucci, il progetto espositivo è articolato in otto sezioni e fa immergere i visitatori nelle atmosfere ottocentesche di Firenze e della Toscana. Un viaggio nel tempo reso possibile dagli oltre sessanta dipinti esposti: accanto alle opere dei due Signorini, padre e figlio, sono presenti i lavori di artisti coevi come Giovan Pietro Vieusseux, Pietro Giordani e Niccolò Tommaseo, Diego Martelli e Carlo Lorenzini.

Protagonista indiscussa della mostra è la città di Firenze, ritratta in dettagliate vedute panoramiche e in poetici scorci del suo centro storico. Sono opere accompagnate da una luce malinconica e sognante, che restituisce tutto il sapore di un’epoca in bilico fra tradizione e modernità. Molte anche le scene di interni, in grado di spostare la narrazione dalla magnificenza e vitalità di strade, piazze e ponti cittadini alla rassicurante dimensione domestica.

La compresenza di lavori di Giovanni Signorini, soprannominato da Leopoldo II di Lorena il Canaletto fiorentino, e del figlio Telemaco consente inoltre di documentare l’evoluzione della pittura di paesaggio in Toscana. Così come permette di riscoprire visioni urbane di zone della città scomparse nel tempo, per effetto dei cambiamenti urbanistici promossi con il “piano” Firenze Capitale del Regno d’Italia.

[Immagine in apertura: Telemaco Signorini, Villa Toscana, 1872-74]