A Roma, occhi puntati sull’architettura asiatica

13 settembre 2019


Sono trascorsi esattamente venti anni dall’apertura al pubblico, a Roma, del Museo Hendrik Christian Andersen. Legato alla figura dello scultore, pittore e urbanista di origini norvegesi, il museo celebra questo importante traguardo con un progetto espositivo che rende omaggio al peculiare interesse di Andersen per la disciplina architettonica e per le sue implicazioni sociali.

A partire dal 15 settembre, infatti, la sede museale capitolina ospiterà la mostra Opus Asiae di Jadric Architektur. Progetti architettonici per città asiatiche. I riflettori saranno puntati sugli interventi sviluppati dallo studio di architettura fondato da Mladen Jadric negli ultimi cinque anni e sulla sua più lunga attività di docente. In questa veste, ha operato anche oltre i confini europei, sviluppando collaborazioni con atenei in Cina, Corea e Giappone. Un’opportunità per conoscere dall’interno i cambiamenti che attraversano le società orientali nella nostra epoca e i loro, inevitabili, riflessi in ambito architettonico e urbanistico.

Con all’attivo progetti di diversa scala e in settori eterogenei, vincitore di vari riconoscimenti e autore di importanti sperimentazioni condotte su nuovi materiali e tecnologie, Mladen Jadric è anche co-curatore della mostra, insieme a Federica Rizzo. Visitabile fino al 10 ottobre, il percorso espositivo include anche un focus sul lavoro accademico dell’architetto, con particolare riguardo per le attività condotte con gli studenti della Facoltà di Architettura e Pianificazione della TU Wien in occasione della Biennale di Architettura e Urbanistica di Seul.

[Immagine in apertura: Asiad 2022 ‒ Giardini d’acqua: Villaggio dell’arte. Mladen Jadric con Klaus Semsroth, Sun Tongyu e Xu Kai]