A Philadelphia, la biblioteca “inclusiva” progettata da Snøhetta

22 settembre 2019


Sono trascorsi esattamente trent’anni da quando lo studio di architettura Snøhetta si è fatto conoscere in tutto il mondo vincendo il concorso internazionale per la nuova Biblioteca di Alessandria, in Egitto. Ultimata nel 2001, la Bibliotheca Alexandrina resta uno dei risultati più rilevanti fin qui conseguiti dallo studio scandinavo; ad affiancarlo, ulteriori importanti opere, su scale diverse: dalla Norwegian National Opera di Oslo al National Memorial Memorial Pavilion a New York City; dall’espansione del San Francisco Museum of Modern Art al primo ristorante subacqueo al mondo, Under, senza dimenticare la nuova identità grafica delle banconote norvegesi.

Eppure, il tema delle biblioteche torna con vigore a essere associato allo studio in seguito alla notizia dell’apertura al pubblico della nuova Charles Library, a Philadelphia (nell’immagine in apertura, © Michael Grimm). Realizzata per la Temple University, la struttura è stata costruita all’incrocio di due importanti percorsi pedonali della città statunitense, ad appena un isolato di distanza da una strategica arteria viaria. Una posizione che sembra enfatizzare uno dei principi ispiratori della composizione dell’edificio, ovvero lo “spirito di apertura” verso la comunità universitaria di riferimento.

Già a partire dai grandi ingressi ad arco, quasi “estratti” dal compatto volume in pietra e accompagnati da ampie superfici vetrate, si manifesta la volontà dei progettisti di invitare ad accedere alla biblioteca, intesa come luogo aperto e attrattivo. Gli spazi interni, del resto, si rivelano in grado di accogliere una vasta gamma di funzioni: adatti alla conservazione e consultazione del vasto patrimonio librario e documentale, offrono agli utenti sale riunioni, sale di lettura con viste sul lussureggiante tetto verde, aree studio prenotabili sulla base di specifiche esigenze, ambienti per la socializzazione e lo scambio. Il tutto all’insegna dell’adozione delle più avanzate strategie di ricerca bibliotecaria e del costante mantenimento della connettività, visiva e fisica, tra le diverse zone.