Jackson Pollock tra arte e guerra fredda. In un fumetto

4 ottobre 2019


Negli anni Cinquanta e Sessanta, in piena guerra fredda, i vertici della CIA attuarono un piano segreto, destinato a promuovere l’Espressionismo astratto e l’arte contemporanea degli Stati Uniti. Lo scopo era quello di fronteggiare l’influenza esercitata dal blocco sovietico su artisti e intellettuali dell’Occidente, dando una visione della cultura “made in Usa” ben più brillante e attrattiva di quella antagonista.

Prende spunto da questa verità storica il nuovo libro di Onofrio Catacchio, prossimo all’uscita per Centauria. Dopo il graphic novel dedicato a Francis Bacon, la casa editrice milanese torna infatti in libreria con un nuovo volume a fumetti, per raccontare la vita di Jackson Pollock, a partire dalle interferenze tra l’arte americana e la macchina propagandistica di quegli anni.

Le ragioni di questa scelta sono ben espresse dal suo autore: “Pollock era la figura ideale per incarnare tale strategia, un vero cowboy, nato nella stessa città di Buffalo Bill, e il suo cognome non evocava immigrazioni recenti”. Un americano “d.o.c.” insomma, scelto dai servizi segreti come cavallo di battaglia per attirare sulla nascente scuola espressionista a stelle e strisce i riflettori della scena internazionale.

A partire da queste premesse, Pollock Confidential (nell’immagine in apertura, un dettaglio della copertina) scorre mescolando gli episodi biografici dell’artista con i giochi nascosti del potere, impersonati dalla figura fittizia di Dan Adkins – un giovane agente della CIA incaricato di seguire il “fascicolo Pollock”. Un intreccio accattivante tra fiction e realtà, disponibile in libreria dal prossimo 10 ottobre.