L’arte di Louise Bourgeois torna nei Paesi Bassi

11 ottobre 2019

Vista dell’allestimento della mostra "Louise Bourgeois – To Unravel a Torment", al Museum Voorlinden. Photo Antoine van Kaam. Louise Bourgeois © The Easton Foundation/VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY/Pictoright, Amsterdam 2019

Da quasi tre decenni i Paesi Bassi non ospitavano un’ampia ricognizione sul lavoro dell’artista di origini francesi Louise Bourgeois. A colmare questa “assenza” è il Museum Voorlinden di Wassenaar, dove questo fine settimana aprirà al pubblico la mostra Louise Bourgeois – To Unravel a Torment, in programma fino al prossimo 17 maggio.

Riunendo opere concesse dalla Glenstone Collection, dalla Easton Foundation e dallo stesso Voorlinden, la mostra ripercorre sessant’anni di attività dell’autrice, figura radicale, artefice di un percorso coraggioso e intimo ma dai risvolti universali. E per questo entrata di diritto nel novero delle icone dell’arte del XX secolo. Sebbene estremamente personale, la produzione di Bourgeois dispone infatti di “una qualità speciale“, che si identifica nella “capacità di sbloccare ricordi e pensieri nascosti“. A sottolinearlo è stata la direttrice del ‎Museum Voorlinden, Suzanne Swarts, soffermandosi sulla dote dell’artista di combinare slancio introspettivo, intuizione psicologica e innovazioni formali.

Esteso all’interno e all’esterno del museo, il percorso espositivo prende avvio con il più grande dei famosi ragni dell’artista: Maman, realizzato nel 1999, è stato infatti installato nel giardino del Voorlinden ed è idealmente la “porta di accesso” alla mostra. Molti i punti di forza del progetto, che include una selezione di sculture raffiguranti personaggi in legno, opere in bronzo, marmo, gesso, gomma e tessuto, ma anche disegni e stampe.

Scomparsa nel 2010, all’età di 98 anni, Louise Bourgeois è ricordata anche attraverso le sue celebri installazioni ambientali, denominate Cells, attraverso le quali ha espresso stati psichici, emozioni contrastanti e forme di inquietudine verso il corpo umano. Da segnalare, infine, la presenza dell’opera The Destruction of the Father, del 1974: raramente presentata in occasioni analoghe, era considerata dalla stessa artista come uno dei suoi lavori più rilevanti.

[Immagine in apertura: Louise Bourgeois – To Unravel a Torment, vista dell’allestimento al Museum Voorlinden. Photo Antoine van Kaam. Louise Bourgeois © The Easton Foundation/VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY/Pictoright, Amsterdam 2019]


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