La danza rivoluzionaria di Isadora Duncan, a Rovereto

19 ottobre 2019


Ha dato un nuovo significato – e una nuova veste – alla danza, imprimendo una decisa svolta ai dettami classici del balletto romantico. Stiamo parlando di Isadora Duncan, icona americana della danza moderna, alla quale il Mart di Rovereto dedica, fino al primo marzo, una mostra che ne celebra l’impatto sulle arti visive.

Tagliando trasversalmente il Novecento, Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia riunisce 170 opere fra dipinti, fotografie, sculture e preziosi documenti, testimoniando l’incredibile influenza esercitata dall’artista sulle generazioni creative del secolo scorso.

Vera e propria icona senza tempo, la Duncan rivive nelle opere di Auguste Rodin, Franz von Stuck, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Gaetano Previati, Giulio Aristide Sartorio, Giuseppe Cominetti, Thayaht, Gino Severini, Mario Sironi e Adolfo Wildt, solo per citarne alcuni, a riprova del suo ruolo di musa ispiratrice.

Profondamente legata all’Italia, complice l’amicizia con Eleonora Duse e gli artisti Plinio Nomellini e Romano Romanelli, Isadora Duncan soggiornò più volte nel Belpaese, lasciando il segno nel panorama culturale nostrano. Dopo la prima tappa fiorentina, nella cornice del museo di Villa Bardini, la mostra raggiunge ora Rovereto, dove trova spazio anche l’analisi del turbolento rapporto fra la danzatrice e Filippo Tommaso Marinetti, anima del Futurismo.

[Immagine in apertura: Isadora Duncan sulla spiaggia a Venezia, 1903 o 1905. Deutsches Tanzarchiv Köln / SK Stiftung Kultur]